L’alluce rigido è una patologia infiammatoria-degenerativa a carico dell’articolazione metatarso-falangea che compromette la normale funzionalità dell’alluce e provoca dolore nella zona delle dita e dei metatarsi del piede. Come il nome stesso indica, questa disfunzione provoca un irrigidimento della prima falange prossimale e una conseguente limitazione del movimento, soprattutto in dorsiflessione (che significa “piegare le dita all’insù” o fare la mezzapunta).

L’articolazione metatarso-falangea interessata dalla patologia si trova tra la testa del primo osso metatarsale e la base della prima falange prossimale. Ricordiamo che le dita del piede sono formate, come nelle mani, da delle ossa strette e lunghe chiamate falangi, disposte in fila tra loro (due nell’alluce e tre nelle altre dita). La prima falange di ciascun dito è connessa all’osso posizionato subito prima, chiamato metatarsale (molto più lungo delle falangi) tramite l’articolazione. In totale quindi ogni piede ha 17 falangi, 5 ossa metatarsali corrispondenti e 5 capsule articolari.

Se l’Alluce Valgo ha una sua (seppure triste) fama e la sua conoscenza è diffusa tra le persone, il riconoscimento dell’Alluce Rigido risulta più difficile. Eppure, questa patologia è la prima causa di chirurgia podologica nell’uomo e la seconda nella donna.

Questa mancanza di consapevolezza è dovuta soprattutto al fatto che non sempre il dolore viene percepito dai pazienti in corrispondenza dell’alluce, ma spesso nelle falangi e nei metatarsi delle dita minori. Tuttavia, l’Alluce Rigido ha una sua sintomatologia specifica e anche un aspetto caratteristico che un buon chirurgo ortopedico sa distinguere perfettamente dall’Alluce Valgo. Il Dottor Andrea Scala, che è il miglior Chirurgo Ortopedico del piede In Italia, saprà riconoscere e risolvere in modo definitivo il vostro problema.

Cause

Diverse sono le cause che portano all’infiammazione dell’articolazione metatarso-falangea, che è di natura artrostica e dunque degenera lentamente a causa del progressivo assottigliamento della cartilagine articolare. Sono tre le principali categorie di motivi scatenanti:

  • Cause Sistemiche: ovvero, di risposta dell’organismo ad altre patologie quali Gotta, Reumatismi e Artite Reumatoide
  • Cause Meccaniche: dovuti a un malfunzionamento della meccanica del piede, a sua volta causato da ripetuti microtraumi provocati dall’attività sportiva o dall’uso di particolari calzature dannose.
  • Cause Congenite: la più comune tra le cause è quella di nascere con la testa del primo metatarso piatta, che implica un adattamento della struttura del piede e ne altera il normale movimento. Infatti, il primo metatarso e l’alluce svolgono una funzione molto importante nel compimento del passo, fungendo da propulsori nell’ultima fase di spinta. In caso di Alluce Rigido, a doversi caricare del peso sono le dita e i metatarsi minori, motivo per il quale, come anticipato, sono questi ultimi a dolere.

Sintomi e Diagnosi

I sintomi lamentati dal paziente che soffre di Alluce Rigido all’inizio del decorso della patologia sono dolore e rigidità dell’alluce durante l’attività fisica o persino durante la normale deambulazione. Come anticipato, il dolore può estendersi, o presentarsi esclusivamente, anche nelle articolazioni metatarso-falangee delle altre dita come risposta al mancato svolgimento del compito normale di carico dell’alluce.

Qualora il dolore venga lamentato dal paziente anche durante le fasi di riposo del piede significa che l’infiammazione è progredita; questo è riscontrabile anche dalla presenza di gonfiore in prossimità dell’alluce. Inoltre, quando l’Alluce Rigido raggiunge una fase acuta, sarà possibile constatare la presenza di una sorta di “cipolla” sul dorso del primo dito, che è chiamata tecnicamente esostosi dorsale. Sono la posizione e la forma spigolose di questa sporgenza ossea a segnare una distinzione netta tra la patologia dell’Alluce Rigido e quella dell’Alluce Valgo.

Inoltre, è possibile notare la comparsa di una callosità di compenso sulla falange distale e altre callosità plantari multiple che manifestano il sovraccarico dei metatarsi minori.

Altri sintomi che si manifestano in una fase acuta della patologia sono l’estensione del dolore al ginocchio e all’anca corrispondenti all’alluce interessato, a causa dello squilibrio meccanico generato dalla disfunzione anteriore del piede. La progressione dell’infiammazione porta ad una degenerazione fibrotica a carico dell’articolazione che può compromettere anche il nervo interdigitale, causando la patologia meglio conosciuta come neuroma di Morton.

La diagnosi da parte del medico ortopedico avviene tramite un’osservazione attenta della mobilità del piede e grazie al riscontro di uno delle formazioni anomale sulla parte anteriore del piede, prima fra tutti l’esostosi spigolosa dorsale sull’alluce.

Per confermare la diagnosi, sarà necessario effettuare una radiografia del piede in carico, ovvero tenendo il paziente in piedi. Dal risultato sarà facilmente riscontrabile la rigidità dell’articolazione metatarso-falingea e l’assottigliamento della cartilagine.

Terapie conservative e Fisioterapia

Se la patologia è in una fase iniziale poco acuta ed è dovuta a cause di natura meccanica o sistemica, è sempre bene approcciarvisi con terapie di tipo conservativo. L’obiettivo primario sarà quello di sfiammare la zona con antinfiammatori a uso cutaneo, come ad esempio una crema all’arnica, o intrarticolari.

Sarà poi consigliabile per il paziente passare all’utilizzo di scarpe larghe che lascino spazio all’alluce o, ancora meglio, di quelle calzature definite rocker-bottom, quelle cioè che possiedono una suola curva per accompagnare il movimento del passo.

La scelta migliore fra le terapie conservative rimane comunque la fisioterapia, che si pone come scopo la riduzione del dolore e il recupero della motilità del piede del paziente. Tramite l’utilizzo di terapie come il linfodrenaggio o l’utilizzo del laser ad alta potenza o degli ultrasuoni, l’intervento fisioterapico punta a:

  • Rieducare il passo
  • Rieducare la postura

Tuttavia, le terapie conservative sono efficaci nei casi meno gravi. Per gli Alluci Rigidi divenuti cronici è necessario intervenire chirurgicamente

Intervento chirurgico

Il ricorso all’intervento chirurgico deve essere valutato nel caso in cui la patologia divenga limitante per il normale svolgimento della vita del paziente e deve essere eseguito da un chirurgo esperto nel trattamento del Piede, come lo è il Dottor Andrea Scala.

Esistono 3 principali interventi chirurgici:

  1. Esostosectomia Globale: consiste nella liberazione dell’articolazione metatarso-falangea dell’alluce dall’esostosi in modo da decomprimere la capsula articolare e distanziare le estremità delle due ossa. Ciò permette un aumento dell’arco di movimento e una conseguente diminuzione del dolore.
  2. Osteotomie Cuneiformi Correttive: si tratta di veri e propri micro-tagli delle porzioni ossee che permettono al chirurgo di abbassare e ri-orientare il primo metatarso, in modo da aumentare l’estensione dell’articolazione metatarso-falangea.
  3. Artrodesi Metatarso-Falangea dell’alluce: quando la degenerazione articolare è molto importante, si attua un’artrodesi del primo metatarso alla falange, ovvero si saldano le due estremità. Per quanto questa soluzione possa sembrare estrema, viene mantenuta una leggera estensione metatarso-falangea che non va a compromettere la normale deambulazione del paziente.

Recupero post-operatorio

Gli interventi che abbiamo illustrato si svolgono in anestesia locale e possono essere svolti in day hospital. Ciò significa che il paziente, con apposita fasciatura da tenere per 15 giorni (fino al controllo del chirurgo, che provvederà in quel momento a rimuovere i punti e a sostituire la fasciatura con una nuova da tenere per altri 15 giorni) può camminare fin da subito indossando la scarpa piana post-operatoria.Non sarà mai necessario per il paziente utilizzare le stampelle.

La poca invasività dell’intervento e la veloce risoluzione di questa patologia dovrebbero tranquillizzare i pazienti che soffrono di Alluce Rigido: è un problema che si può risolvere. Il Dottor Scala può aiutarvi a migliorare la vostra vita!

 

Contatta Il Dott. Scala

chirurgia protesi caviglia

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti.
I trattamenti per cui è specializzato sono:
Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton
Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA.
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