Analizziamo insieme la patologia

Il neuroma di Morton è una condizione dolorosa del piede che colpisce uno dei nervi tra le dita dei piedi. E’ noto anche come metatarsalgia di Morton o neuroma interdigitale. Il neuroma di Morton consiste in un nervo del piede che si irrita e si ispessisce, questo può causare un forte dolore. La condizione può verificarsi in un piede o in entrambi i piedi. Di solito colpisce il nervo tra il terzo e il quarto metatarso, ma molto raramentea volte può svilupparsi anche tra il secondo ed il terzo metatarso. Il neuroma di Morton può verificarsi a qualsiasi età, ma il più delle volte colpisce le donne di mezza età.

Ciò può essere dovuto al fatto che le donne tendono a indossare scarpe strette o col tacco alto che portano il corpo ad esercitare una pressione maggiore sui piedi. Il neuroma stesso è di solito aderente al legamento intermetarsale e ha una forma fusiforme. Il ramo nervoso digitale è infiammato e degenerato e di solito si presenta come una massa morbida, biancastra o gialla.

Sintomi del neuroma di Morton

All’inizio si può provare una sensazione di formicolio in prossimità dello spazio presente tra le dita dei piedi, che peggiora nel tempo. Questo si trasforma in un forte dolore metatarsale. In alcuni casi è possibile percepire una sensazione di intorpidimento delle dita dei piedi. Il dolore peggiora quando si cammina a lungo o si indossano scarpe strette. Alcune persone descrivono il camminare con il neuroma di Morton come se ci fosse una piccola pietra incastrata sotto il piede oppure come una piega nella calza.

Per ridurre il dolore la paziente non vede l’ora di rimuovere le scarpe e strofinare il piede. Il dolore, spesso intermittente, è il sintomo principale del neuroma di Morton. I pazienti affetti dal neuroma di Morton non presenteranno alcun gonfiore evidente nella parte interessata. E’ però possibile incorrere in questa patologia anche senza la presenza di sintomi.

Troppo spesso tutti i dolori all’avampiede sono classificati genericamente come neuroma.

Altre condizioni simili al neuroma è la infiammazione delle articolazioni metatarso-falangee che circonda le due teste metatarsali, a livello dell’articolazione con le dita. Si tratta della sinovite articolare. L’infiammazione derivata da questa condizione coinvolge il  nervo digitale, altrimenti sano e darà sintomi di tipo neuroma. L’infiammazione della borsa sierosa tra le teste del terzo e quarto metatarso può dare luogo alla borsite intermetatarsale. La borsite darà anche sintomi di tipo neuroma perché anch’essa esercita una pressione sul nervo.

Cosa causa il neuroma di Morton?

Il neuroma di Morton si verifica quando uno dei nervi tra le ossa dei piedi si irrita, il che lo fa diventare più spesso. La causa esatta dell’irritazione è sconosciuta, ma può essere collegata allo schiacciamento di un nervo (compressione), o all’allungamento o al danneggiamento del nervo. La condizione è stata collegata a svariati fatti e comportamenti: indossare scarpe strette, appuntite o col tacco alto, essere attivi e praticare sport – in particolare corsa o sport che implicano corsa e torsione del piede, come gli sport che prediligono l’utilizzo di una racchetta, tacchetti o pattini. Alcuni problemi del piede, quali i piedi piatti valghi pronati, oppure i piedi cavi oppure le dita dei piedi a martello possono predisporre al neuroma di morton.

Esami necessari per diagnosticare il neuroma di Morton

Anche se un neuroma è un’anomalia dei tessuti molli e non viene visualizzato su radiografie standard, il primo passo nella valutazione del dolore all’avampiede è una radiografia per valutare la presenza di artrosi ed escludere fratture/reazioni da stress e lesioni ossee focali, che possono imitare i sintomi di un neuroma.

L’ecografia individua accuratamente, all’interno dello spazio intermetatarsale, l’ispessimento del nervo interdigitale superiore a 3 mm. La ecografia può chiarire la differenza con altre condizioni che  possono essere confuse clinicamente con il neuroma di morton. Queste patologie sono: includono artrosinovite dell’articolazione metatarso-falangea adiacente, fratture/reazioni da stress e rottura della placca plantare. La risonanza magnetica è l’esame più appropriato per diagnosticare le suddette condizioni.

Il trattamento del neuroma di Morton

Il trattamento del neuroma di Morton può variare: bisogna innanzitutto capire da quanto tempo questo disturbo è presente e la sua gravità. Nei casi meno gravi sono previsti semplici trattamenti non chirurgici, altri possono aver bisogno di un intervento chirurgico.

Trattamenti non chirurgici

In un primo momento, il medico può consigliare:

  • cambiare le scarpe: scarpe con una punta più larga che possono alleviare la pressione sul nervo del piede e, di conseguenza, alleviare il dolore;
  • dispositivi ortesi – trattasi di un plantare che ha un cuscinetto morbido che ha il compito di alleviare la pressione sul nervo;
  • antidolorifici – l’assunzione di antidolorifici antinfiammatori da banco, può aiutare ad attenuare il dolore e l’infiammazione;
  • perdere peso – se il soggetto è in sovrappeso, la perdita di peso riduce lo sforzo e il peso che grava sui piedi;
  • le infiltrazioni sno una pratica sempre più bbandonata– le iniezioni di un farmaco steroide o di una soluzione alcolica accanto ad un anestetico locale possono offrire un certo sollievo dal dolore. Ma il risultato è incerto e occorre ripetere iniezioni dolorose. Il cortisone fa scolorire la cute e la rende distrofica.
  • Una procedura prevede l’uso della radiofrequenza. Una piccola sonda viene inserita nella parte malata del piede e viene utilizzata per distruggere il tessuto nervoso ispessito e infiammato. La procedura ha un costo elevato (1.000 Euro), ha un esito incerto e va ripetuta più volte

Anche il riposo del piede e il massaggio delle dita dei piedi può aiutare ad alleviare il dolore. Alcuni pazienti trovano utile anche tenere un impacco di ghiaccio sul piede.

Trattamento chirurgico:

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L’intervento chirurgico per il neuroma di Morton è di solito consigliato quando si soffre di dolori molto forti o se i trattamenti di cui sopra non hanno sorto l’effetto per cui sono stati prescritti. In questo caso è bene affidarsi ad un chirurgo specializzato; il Dottor Andrea Scala, Specialista in Traumatologia e Ortopedia, dal 1984 cura le patologie della Caviglia e del Piede.

Durante l’operazione, viene praticata una piccola incisione sulla parte superiore del piede in modo che il chirurgo possa accedere al nervo interessato. Non si opera mai la pianta del piede.

A quel punto è possibile agire in due differenti maniere:

  • Liberare il nervo dalle aderenze costituite dal tessuto infiammatorio e fibroso circostante.
  • Rimuovere la parte del nervo lesionata dalla compressione

 

La formazione post-operatoria di tessuto cicatriziale (noto come neuroma del moncone) può verificarsi in circa il meno del 10% dei casi, causando un ritorno dei sintomi del neuroma.

Decorso post-operatorio

0 – 7 giorni

Il paziente avrà un bendaggio post-operatorio sul piede, e dovrà stare a riposo per 7-8 giorni. In questo periodo è importante mantenere il piede operato sopra il livello del cuore per il maggiore tempo possibile. Dopo la medicazione e la rimozione dei punti il paziente  sarà in grado di camminare con una calzatura post-operatoria e con le stampelle.

10 – 12 giorni

Il paziente è in grado di tornare a lavoro, dopo 12 – 15 giorni dall’intervento

Settimane 2-6

In questa fase è probabile che il paziente possa indossare nuovamente le scarpe di tutti i giorni. Tuttavia è possibile notare un gonfiore nella parte operata.

Settimane 6-12

Il dolore post-operatorio e il gonfiore si risolveranno lentamente in questo periodo. Il paziente sarà in grado di tornare tornare a svolgere la maggior parte delle attività quotidiane, anche se il ritorno allo sport o alle attività ad alto impatto è consigliato alla fine del secondo mese dall’intervento.

Contatta il Dott. Scala!

Il Dott. Andrea Scala, ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti.

E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel  1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma.

Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti.

I trattamenti per cui è specializzato sono:

Protesi caviglia

Piede paralitico

Malattia di Haglund

Alluce valgo

Distorsione caviglia

Alluce rigido

Piede piatto

Neuroma di Morton

Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Roma.

Per maggiori informazioni l’indirizzo di riferimento è Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA. Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.