Il blocco della caviglia non trova posto nella moderna chirurgia ricostruttiva. La protesi di caviglia toglie il dolore e restituisce il movimento articolare. E’ importante eseguire un intervento non invasivo (quale il taglio del perone) e che rispetta la natura.

Artrodesi o operazione di protesi alla caviglia? Il dibattito è molto acceso perché molti medici preferiscono ancora oggi operare un paziente che ha problemi alle caviglie con l’artrodesi (oppure perché sanno esclusivamente effettuare questo tipo di intervento). Eppure le differenze tra le due operazioni sono davvero moltissime.

L’artrodesi spesso finisce con il peggiorare la situazione del paziente che soffre di dolori alla caviglia o è impossibilitato a muoversi per qualche patologia annessa alla zona.

Il problema è che l’artrodesi potrebbe anche eliminare il dolore che una persona prova, ma blocca la caviglia e non permette di recuperare la propria mobilità, cosa che invece permette l’operazione di protesi di caviglia effettuata dal dottor Andrea Scala.

Il vero problema è che un paziente già operato con artrodesi può più tornare indietro sulla propria scelta. Per questo occorre, dunque, investire il proprio tempo a capire quale operazione sia adatta alla propria persona e consultare i migliori medici chirurghi e ortopedici del piede in Italia.

La salute dei piedi, infatti, non deve essere sottovalutata perché grazie agli arti inferiori possiamo muoverci ed effettuare moltissime attività che oggi diamo per scontate, come salire o scendere le scale, camminare, fare sport.

1.La protesi alla caviglia risolve definitivamente il problema

La caviglia è una parte del corpo molto strategica e solida, ma allo stesso tempo parecchio delicata perché sottoposta a continue sollecitazioni. Lo stare in piedi, camminare, correre,… quando facciamo una di queste attività a sorreggere il corpo ci sono le caviglie e, in caso di lesioni, la nostra mobilità viene messa a dura prova.

Quando la caviglia soffre per gli esiti di una frattura bimalleolare (o trimalleolare), se è molto malata oppure se l’artrosi deformante diventa molto grave ed è associata a forte dolore, allora questo è il momento di rivolgersi ad uno specialista e valutare la protesi di caviglia.

La protesi di caviglia è un’operazione innovativa. in Italia si fanno circa 1.200 protesi di caviglia in un anno. Si deve capire che in un anno si eseguono 60.000 protesi di caviglia.

Il dottor Andrea Scala utilizza tecniche chirurgiche patient friendly (amiche del paziente):

–  via d’accesso anteriore, che è la più anatomica e la meno invasiva;

non rottura del perone (gesto inutile nella via d’accesso anteriore);

– non resezioni dell’osso per creare superfici curve;

– possibilità di avere componenti piatte che rispettano astragalo e tibia artrosici e consumati;

– possibilità di avere inserto mobile;

– possibilità di avere inserto fisso;

– non immobilizzazione in gesso;

– vero recupero fast track con mobilizzazione immediata;

– vero recupero fast track con carico immediato.

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La RXgrafia anteriore mostra una grave artrosi della caviglia dopo un grave trauma. Oltre alla artrosi la caviglia è completamente storta. La RX mostra la completa alterazione degli angoli e degli assi che normalmente dovrebbero essere presenti e  ben allineati.

La RXgrafia anteriore mostra una grave artrosi della caviglia dopo un grave trauma. Oltre alla artrosi la caviglia è completamente storta. La RX mostra la completa alterazione degli angoli e degli assi che normalmente dovrebbero essere presenti e  ben allineati.

La RXgrafia laterale mostra una grave artrosi della caviglia dopo un grave trauma. Oltre alla artrosi la caviglia è completamente deviata in equino.

La RXgrafia laterale mostra una grave artrosi della caviglia dopo un grave trauma. Oltre alla artrosi la caviglia è completamente deviata in equino.

La RXgrafia laterale mostra una grave artrosi della caviglia dopo un grave trauma. Oltre alla artrosi la caviglia è completamente deviata in equino.

 

La RXgrafia anteriore mostra la protesi della caviglia, le componenti sono ben allineate e si vede lo spazio articolare occupato dal polietilene mobile. Si è accuratamente evitato l’accesso laterale per non creare instabilità in una caviglia già molto sofferente.

La RXgrafia anteriore mostra la protesi della caviglia, le componenti sono ben allineate e si vede lo spazio articolare occupato dal polietilene mobile. Si è accuratamente evitato l’accesso laterale per non creare instabilità in una caviglia già molto sofferente.

La RXgrafia anteriore mostra la protesi della caviglia, le componenti sono ben allineate e si vede lo spazio articolare occupato dal polietilene mobile. Si è accuratamente evitato l’accesso laterale per non creare instabilità in una caviglia già molto sofferente.

La RXgrafia laterale mostra la protesi della caviglia, le componenti sono ben allineate e si vede lo spazio articolare occupato dal polietilene mobile. L’accesso anteriore ha consentito di correggere la rigidità in equino. Non è stata eseguita la rottura del perone (gesto inutile nella via d’accesso anteriore). Il centro di rotazione è correttamente posizionato e non c’entra niente con la via d’accesso.

La RXgrafia laterale mostra la protesi della caviglia, le componenti sono ben allineate e si vede lo spazio articolare occupato dal polietilene mobile. L’accesso anteriore ha consentito di correggere la rigidità in equino. Non è stata eseguita la rottura del perone (gesto inutile nella via d’accesso anteriore). Il centro di rotazione è correttamente posizionato e non c’entra niente con la via d’accesso.

 

La RXgrafia laterale mostra la protesi della caviglia, le componenti sono ben allineate e si vede lo spazio articolare occupato dal polietilene mobile. L’accesso anteriore ha consentito di correggere la rigidità in equino. Non è stata eseguita la rottura del perone (gesto inutile nella via d’accesso anteriore).  Il centro di rotazione è correttamente posizionato e non c’entra niente con la via d’accesso.

Non si prevede il gesso perché questo viene applicato solo in alcuni casi particolari (ovvero quando si effettuano osteotomie della caviglia e quando si ricostruiscono i legamenti della caviglia).

Grazie all’utilizzo di protesi su misura il chirurgo personalizza la protesi per ogni paziente, modellata su misura in base alle necessità della persona operata. Questo significa permettere al  soggetto di riappropriarsi di una mobilità senza dolore e fluida nei movimenti.

2.Puoi tornare alle tue attività quanto prima

L’operazione di protesi di caviglia rimuove il dolore dalla zona dolorante e permette ai pazienti di riprendere le loro attività in tempi brevi. Si consideri che, dopo un intervento per protesi di caviglia un paziente che soffre di disturbi motori può riprendere a camminare già nei giorni successivi all’intervento.

Ovviamente per ottenere il massimo risultato il paziente deve collaborare e seguire, passo dopo passo, il piano di riabilitazione suggerito dallo specialista. Se farà sue tutte queste accortezze il risultato sarà davvero importante sia sulla salute generale che sul movimento del paziente.

Si pensi che dopo 3 o 5 settimane, grazie ad un programma di riabilitazione intenso, si può iniziare a recuperare il tono muscolare e l’articolarità della caviglia e del piede in generale. Questo permetterà di riportare il più possibile alla normalità il controllo neuro-muscolare.

Seguendo poi scrupolosamente il protocollo post-operatorio, con una serie di RX programmate (una dopo un mese, la seconda dopo 3 mesi, una successiva dopo 6 mesi e poi una ogni anno successivo all’intervento) il medico potrà avere sempre sotto controllo la situazione e monitorare la compatibilità dell’impianto con l’organismo.

3.L’operazione di protesi alla caviglia non blocca i movimenti, li migliora

L’operazione di protesi alla caviglia rispetto all’artrodesi permette al paziente di evitare il gesso e periodi di blocco. L’artrodesi non è più un’opzione. Nella chirurgia moderna si deve ricostruire l’articolazione e si deve evitare di bloccare il movimento naturale della persona operata.

L’artrodesi condanna il paziente a problemi di deambulazione, oltre ad un grave sovraccarico delle articolazioni superstiti del piede. Per questo i medici che eseguono l’ artrodesi devono far conoscere ai propri pazienti – per la loro salute – tutte le alternative possibili a quest’operazione perché purtroppo una persona che ha subito questo intervento difficilmente potrà essere operata di protesi alla caviglia.

L’operazione del dottor Andrea Scala, invece, cura la problematica clinica. L’obbiettivo è quello di  ma migliorare anche i movimenti perché il suo metodo innovativo, poco invasivo, e l’utilizzo delle protesi di caviglia su misura e personalizzate in base alle reali esigenze dei pazienti offre loro la possibilità di muoversi liberamente.

4.Può essere eseguita anche su pazienti giovani, che possono tornare alla socialità il prima possibile

Non c’è un’età giusta per effettuare un’operazione di protesi alla caviglia. Sarà lo specialista a consigliare al paziente la strada migliore da intraprendere per la propria salute. I pazienti più giovani della casistica del dottor Andrea Scala hanno 18 anni. Alcuni hanno dovuto eseguire la protesi a causa di casi di artrite reumatica giovanile.

Altri pazienti molto giovani sono stati casi di natura post-traumatica. In questo caso i giovani che decidono di dire di sì a questa operazione potranno tornare quanto prima alla loro vita sociale e sportiva, senza dolore e senza zoppicare. Questo significa non dire addio allo sport o ad una carriera agonistica ed evitare di rinunciare ad allenarsi con gli amici.

5.Gli sportivi possono beneficiarne e tornare ad allenarsi serenamente

L’operazione di protesi alla caviglia, come abbiamo visto, è indicata anche nei casi di natura post-traumatica. I pazienti sportivi e atleti, possono scegliere di sottoporsi all’operazione (ovviamente una volta che lo specialista ha valutato il loro caso) e tornare ad una pratica sportiva mirata ed adeguata alla nuova situazione della caviglia.

Grazie alle protesi scelte e impiantate in base alle esigenze del paziente e grazie ai veloci tempi di recupero, il soggetto beneficerà della massima libertà dei movimenti. Seguendo un percorso di riabilitazione costante (ovviamente sempre sotto stretto controllo medico), il recupero sarà davvero importante e senza blocchi nella fluidità, come invece avverrebbe con l’artrodesi. 

Hai subito ripetuti traumi e ora hai bisogno di una protesi di caviglia? Vuoi saperne di più e capire se può fare al caso tuo? Contatta il dottor Scala per un fissare un appuntamento quanto prima.

 

– Il dott. Andrea Scala è stato uno dei primi chirurghi in Italia ad impiantare la protesi di caviglia;

– è stato il primo chirurgo a Roma ad impiantare la protesi di caviglia nel 1998;

– impianta le protesi di tutte le case produttrici;

– si rifiuta di impiantare la protesi di una sola multinazionale farmaceutica industriale medicale;

– Impianta protesi con polietilene fisso e protesi con polietilene mobile a seconda delle esigenze del paziente;

– si rifiuta di impiantare solo il modello con polietilene fisso per tutti i pazienti, anche quando sarebbe più opportuno inserire il polietilene mobile;

– è stato il primo impiantare una protesi di caviglia 3D “custom made” in un pilota di jet dell’Aeronautica Militare rimasto privo dell’astragalo a seguito di incidente di volo. Il disegno originale della protesi e la successiva realizzazione sono state effettuate in collaborazione con istituto di ricerca internazionale.

Il Dottor Andrea Scala è specializzato in una tecnica chirurgica personale che impiega diversi modelli di protesi su misura, il cui design e le cui prestazioni sono di livello molto elevato. L’artrosi della caviglia può essere curata efficacemente attraverso l’utilizzo di una protesi di caviglia su misura.

Aerospace Medical

Total Ankle Replacement in a Military Jet Pilot

Authors: Verde, PaolaGuardigli, StefanoMorgagni, FabioRoberts, SteveMonopoli, DonatoScala, Andrea

Source: Aerospace Medicine and Human Performance, Volume 91, Number 7, July 2020, pp. 597-603(7)

Publisher: Aerospace Medical Association

DOI: https://doi.org/10.3357/AMHP.5541.2020

https://www.ingentaconnect.com/contentone/asma/amhp/2020/00000091/00000007/art00009?crawler=tr

Contatta Il Dott. Scala

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti. I trattamenti per cui è specializzato sono:

Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton

Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA. Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.