Dolore a livello dell’articolazione dell’alluce, difficoltà di deambulazione, deformazione delle dita del piede   e presenza di un callo dorsale doloroso possono essere un segnale che mostra la presenza della patologia dell’alluce rigido.

Quando un soggetto soffre di questa patologia degenerativa, a carico dell’articolazione metatarso-falangea, che si trova alla base del primo dito del piede, l’alluce è infiammato, diventa molto dolorante e non riesce più a flettersi ed estendersi. Tutto questo arriva a frenare i normali movimenti quotidiani provocando non solo forte dolore, ma anche importanti problemi di deambulazione. Chi ne soffre, infatti, trova difficoltà nei movimenti, ad indossare persino le scarpe e, spesso, deve abbandonare o limitare l’attività sportiva perché impossibile da effettuare.

Parlandone in questi termini, la patologia sembra non dare grosse speranze di miglioramento, invece l’intervento all’alluce rigido può aiutare concretamente a ritrovare la libertà e la serenità nei movimenti. Il dottor Scala ha già consigliato ed operato moltissimi pazienti che soffrono di questa malattia del piede ottenendo risultati davvero molto importanti.

alluce rigido

 

Alluce rigido e intervento: cos’è e quando viene consigliato

Le origini di questa malattia sono ignote, anche se derivano perlopiù dall’artrosi dell’articolazione dell’alluce, ovvero da un invecchiamento, deterioramento ed assottigliamento delle cartilagini di tipo precoce. Ci sono poi anche altre cause in grado di far insorgere questa malattia, come un assetto dell’avampiede in grado di favorire l’insorgenza dell’alluce rigido; oppure operazioni non svolte correttamente, ad esempio all’alluce valgo. Anche eventi di tipo traumatico, come ripetuti microtraumi causati dall’attività sportiva, per esempio, possono aggravare questa patologia.

La rigidità articolare provocata all’alluce rigido è molto dolorosa ed è spesso associata anche a gonfiori. L’artrosi blocca l’articolazione, per questo i soggetti si ritrovano con un alluce allineato, ma immobile.Il paziente non puo’ fare il passo normale, ma il piede ruota intorno all’alluce e viene appoggiato prevalentemente di lato. Il car

 

ico del corpo si sposta sui metatarsi laterali e si sviluppa la metatasalgia.

Inoltre, la tumefazione che si sviluppa sul dorso dell’articolazione fa avvertire alle persone che soffrono di questa patologia un forte dolore, che si manifesta anche nei minimi e semplici movimenti quotidiani. Con il progredire del processo patologico, poi, si può andare incontro anche ad un blocco completo dell’articolazione.

Spesso, poi, per via della deformità dell’alluce, del dolore e dalla presenza di tumefazione alla base del primo dito del piede, l’alluce rigido è confuso con l’alluce valgo. Per questo occorre rivolgersi sempre a specialisti del settore: individuare il miglior chirurgo ortopedico del piede in Italia, inoltre, aiuterà anche nelle fasi successive per instaurare un rapporto di fiducia con il medico.

Fortunatamente, in base alla gravità della patologia, oggi esistono diversi tipi di trattamento e differenti operazioni chirurgiche risolutive che possono aiutare il soggetto che soffre di alluce rigido a riprendere i movimenti quotidiani, ma anche lo sport e la danza abbandonati per il troppo dolore.

Alluce rigido: l’intervento è la soluzione?

Come abbiamo anticipato sono diverse le tipologie di alluce rigido, che vanno dalle forme più lievi a quelle più serie e dolorose. Una patologia che viene valutata, almeno inizialmente, tramite la palpazione, l’osservazione della deformità e della mobilizzazione dell’alluce e che viene confermata con l’esame radiografico, tra cui Tac e risonanza magnetica. Strumenti che aiutano lo specialista a capire gravità ed estensione della malattia.

Nelle fasi iniziali, l‘alluce rigido può beneficiare della terapia con antinfiammatori ed analgesici a cui il medico può aggiungere un ciclo di sedute di fisioterapia. Una terapia che è in grado sì di fornire un sollievo, ma solo temporaneo e solo nelle prime fasi, anche perché questa patologia degerativa spesso è associata non solo a limitazione dei movimenti, gonfiore e dolore, ma anche a calli, lombalgie, dolori al ginocchio ed infiammazioni nelle zone limitrofe. Un buon plantare correttamente confezionato può alleviare le fasi iniziali della patologia. Ma questi palliativi non agiscono quando la malattia è conclamata.

Ecco perchè lo specialista, nel caso in cui la patologia divenga limitante per il normale svolgimento della vita del paziente potrà consigliare una soluzione radicale ma definitiva come l’intervento per alluce rigido. L’operazione permetterà ad ogni persona, dopo un ciclo di cure dedicato, di dimenticare dolore e rigidità e riprendere serenamente i movimenti.

Dopo l’operazione all’alluce rigido si torna alla quotidianità

Quando il dolore è intenso e i movimenti limitati, allora il medico suggerisce l’operazione. Ad oggi sono tre i principali interventi chirurgici per l’alluce rigido. Tra questi, l’esostosectomia globale che  permette un aumento dell’arco di movimento e una conseguente diminuzione del dolore grazie alla liberazione dell’articolazione metatarso-falangea dell’alluce dall’esostosi. Un’operazione in grado di decomprimere la capsula articolare e distanziare le estremità delle due ossa. Un secondo intervento è l’artrodesi Metatarso-Falangea dell’alluce che si effettua quando la degenerazione articolare è molto importante, attuando un’artrodesi del primo metatarso alla falange, saldando le due estremità.

Infine, ci sono le osteotomie cuneiformi correttive che restituiscono la mobilità all’alluce rigido con interventi mini-invasivi.

Il dottor Scala opera l’alluce rigido mediante osteotomie accuratamente pianificate, un’operazione che consiste nell’effettuare dei piccoli micro-tagli nelle porzioni ossee al fine di modificare l’orientamento dellìangolo tra metatarso e falange dell’alluce. Una soluzione che permette al chirurgo di orientare nella posizione corretta il primo metatarso, in modo da aumentare poi l’estensione dell’articolazione metatarso-falangea. Un intervento poco invasivo e con tempi di recupero veloci che permetterà ai pazienti non solo di recuperare i movimenti quotidiani in poco tempo, ma anche di riprendere un’attività sportiva abbandonata per il troppo dolore e le continue sollecitazioni.

L’operazione è consigliata anche a giovani e sportivi che, in circa due mesi, potranno ricominciare gli allenamenti e che, in massimo tre mesi potranno addirittura riprendere le competizioni a livello agonistico. Ovviamente, dopo l’operazione, per ottenere un recupero totale corretto dei movimenti il paziente dovrà seguire tutte le indicazioni fornite dal medico, tra cui riabilitazione ed un uso corretto delle scarpe plantari. Si pensi che, indossando il sandalo post-operatorio, con le chisure in velcro, il paziente può camminare fin da subito. Il dottor Andrea Scala non pratica l’artrodesi che blocca definitivamente l’alluce. IL dott. Andrea Scala non usa l’impianto di materiale sintetico all’interno di una articolazione già degenerata dall’artrosi e priva di cartilagine.

In caso di dubbi e perplessità, comunque, il dottor Scala sarà sempre a disposizione. Del resto l’empatia e la grande disponibilità del medico è nota a tutti i suoi pazienti, qualità che, insieme alla sua grande esperienza sul campo, lo hanno fatto conoscere in tutta Italia come uno dei migliori specialisti ortopedici del piede

Soffri di qualche patologia al piede? Puoi prendere un appuntamento con il dottore: di certo lui ti aiuterà a risolvere la tua problematica.

Contatta Il Dott. Scala

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti. I trattamenti per cui è specializzato sono:

Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton

Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA. Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.