Soffrite di un fastidioso e invalidante dolore al piede a cui non riuscite a dare una spiegazione? Vi sembra a volte di camminare sul breccino a piedi nudi? Sono comparsi dei calli sotto alle dita che non riuscite ad eliminare?

Allora potreste soffrire di Metatarsalgia, in particolare di quella di tipo Meccanico (o Biomeccanico, che dir si voglia). La Metatarsalgia Meccanica è una dolorosa patologia che colpisce l’avampiede ed è dovuto ad uno scorretto appoggio del piede al suolo, che invece di caricare il peso sulla parte interna del piede e dunque sul primo metatarso e sull’alluce, si distribuisce sui metatarsi minori.

Metatarsalgia Meccanica

Questo tipo di Metatarsalgia, che si definisce “meccanica” perché dovuta appunto ad uno squilibrio meccanico del piede, si distingue dalla Metatarsalgia Neurogena, meglio conosciuta come Neuroma di Morton, che invece è originata da un’alternazione del nervo sensitivo interdigitale.

Metatarsalgia Meccanica

Vediamo adesso quali sono le cause, i sintomi e le terapie consigliate per fronteggiare la Metatarsalgia Meccanica.

Cause della Metatarsalgia Meccanica

Ci sono diverse cause che possono portare allo scatenarsi dalla Metatarsalgia Meccanica, che spiegheremo per punti. Possiamo però iniziare col dire che questa patologia è difficilmente provocata dal semplice sovrappeso sui metatarsi minori e dunque è un falso mito quello che attribuisce la colpa a scarpe troppo dure o a punta.

Alluce Valgo o Alluce Rigido

Tra le cause più frequenti dell’insorgenza della Metatarsalgia Meccanica ci sono altre patologie del piede che vanno a condizionare il suo funzionamento e dunque a spostare la normale distribuzione del peso sui metatarsi minori.

Parliamo del problema dell’Alluce Valgo e di quello dell’Alluce Rigido, entrambi patologie che vedono la deformità del primo dito, che viene meno alla sua funzione di principale propulsore nell’ultima fase del passo. Le altre dita, in particolare il secondo, verranno deformate a loro volta nel tipico atteggiamento “a martello” (si sovrappongono l’un l’altra), mentre i loro metatarsi andranno ad “affondare” di più e a toccare il suolo in modo anomalo, con la conseguenza di una borsite dolorosa riscontrabile dai calli che abbiamo già menzionato.

Metatarsalgia Meccanica

Piede Cavo e altre patologie deformanti del piede

Ci sono alcune patologie che determinano un appoggio patologicamente doloroso dei metatarsi a terra, come è il caso ad esempio del Piede Cavo. In questa patologia, l’eccessiva obliquità dei metatarsi non è compensata da una contemporanea elasticità delle piccole articolazioni del mesopiede, che dovrebbero permettere il pronto innalzamento dorsale al momento del contatto al suolo (il cosiddetto “effetto tasto”).

Ciò solitamente si verifica nei piedi degli anziani, in cui il piede cavo diventa più rigido e dunque meno mobile sull’articolazione medio-tarsica.

Altre patologie di tipo sistemico, prima fra tutte l’artrite, sono spesso causa di Metatarsalgia Meccanica.

Cause congenite

Esistono anche persone che hanno i metatarsi del piede fuori misura, ovvero un metatarso risulta più lungo rispetto al normale e rispetto a quelli vicini. Sono proprio quelli più lunghi a dover sopportare poi il carico maggiore di peso, che normalmente dovrebbe essere distribuito su tutto l’avampiede e in particolare sul primo metatarso e sull’alluce. Una delle patologie che vede questa situazione è quella del piede dismetrico astragalico, in cui le prime tre dita hanno metatarsi più lunghi degli altri.

Traumi

Anche cause esterne possono causare la Metatarsalgia Meccanica, come ad esempio i traumi quali le fratture da stress a cui spesso sono soggetti gli sportivi, che abitualmente sovraccaricano l’avampiede e i metatarsi durante l’attività agonistica.

Sintomi e Diagnosi della Metatarsalgia Meccanica

Il sintomo principale lamentato dal paziente è un dolore più o meno costante all’appoggio del piede in una zona genericamente posizionata nella parte anteriore. Col perdurare della sintomatologia, si assiste alla formazione di callosità plantare e borsite corrispondenti ai metatarsi sovraccaricati, che si riformeranno costantemente anche se il paziente prova ad eliminarli. Nei casi più gravi, si può assistere all’assottigliamento e all’ulcerazione della cute plantare.

Parallelamente, diventa spesso evidente anche la deformità scheletrica che consiste nella formazione di dito a martello sempre più pronunciato, fino alla lussazione franca del dito o delle dita al di sopra del metatarso, con l’aspetto di dita accavallate e sovrapposte.

Un altro sintomo che alcuni pazienti lamentano è una sensazione di formicolio al piede, legata anch’essa alla esagerata esposizione dei metatarsi al carico.

La diagnosi da parte dal Medico Ortopedico dovrà stabilire tramite una Radiografia del Piede e dei sintomi specifici lamentati dal paziente, se la metatarsalgia sia effettivamente di tipo Meccanico o se possa trattarsi invece del Neuroma di Morton. Per escludere quest’ultima patologia, sarà utile effettuare un’ecografia o una RMN dell’avampiede.

Terapie per la Metatarsalgia Meccanica

La terapia conservativa più consigliata per la Metatarsalgia Meccanica è l’utilizzo del plantare, che non va a correggere ovviamente il problema ma aiuta a ridistribuire l’appoggio del piede e a dare sollievo almeno temporaneo ai metatarsi.

Tuttavia, è necessario chiarire che la terapia conservativa non è destinata al durare in eterno, bensì serve prevalentemente per preparare il piede all’operazione chirurgica che si rivela essere l’unica strada percorribile per la soluzione definitiva del problema.

Per agire sulla Metatarsalgia Meccanica, la Chirurgia del Piede che si rivelerà più efficace è quella della tecnica percutanea. Questa procedura prevede l’utilizzo di piccole frese che vanno a modellare e sezionare l’osso, passando da piccoli forellini sul piede; parliamo dunque di una tecnica mininvasiva che può essere eseguita in anestesia locale.

La correzione finale viene assicurata da un bendaggio contenitivo particolare che non deve essere rimosso in nessun modo. Il paziente sarà poi tenuto ad indossare la scarpa piana post-operatoria per almeno 30 giorni, periodo dopo il quale il paziente tornerà a camminare normalmente, inizialmente con una scarpa comoda da ginnastica.

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chirurgia protesi caviglia

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti.
I trattamenti per cui è specializzato sono:
Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton
Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA.
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