A volte il dolore ai piedi non è solo dovuto alle lunghe camminate fatte indossando calzature scomode, ma può avere anche cause più complesse.

Solitamente i piedi non sono una parte del corpo a cui si presta molta attenzione, o almeno, non tanta quanto se ne presta al volto, per questo è importante tenerli sempre monitorati e sotto osservazione.

I nostri piedi consentono la deambulazione, la quale, in assenza di patologie, avviene senza problemi. Per molte persone, camminare può sembrare un’azione scontata, ma per alcuni non lo è affatto.

Avevi mai sentito parlare del Neuroma di Morton? Se sì, sai di cosa si tratta?

Negli stadi più avanzati questa malattia risulta altamente invalidante, infatti i dolori sono così intensi che camminare risulta impossibile.

Tutto ha inizio con dei piccoli fastidi che però non accennano a diminuire nel tempo. Ignorarli significherebbe solo tardare una diagnosi precoce, l’unico strumento in grado di stabilire la corretta entità del problema e di indicare la soluzione più efficace.

Se già da un po’ stai avvertendo dei fastidi al piede non aspettare oltre, prenota la tua visita specialistica presso il mio studio.

Solo così potremo capire esattamente qual è il problema e come risolverlo al meglio.

Storia, cause e sintomi della patologia

Di cosa si tratta esattamente?

I primi studi riguardanti questa patologia sono stati effettuati nel 1876 a Philadelphia, dal medico statunitense Thomas G. Morton.

Il neuroma di Morton è un tipo di fibrosi perinervosa e consiste nell’incremento di volume di un nervo sensitivo interdigitale, il quale  provoca un dolore plantare in corrispondenza del 3° e 4° metatarso. Non a caso, secondo alcuni, tale patologia dovrebbe essere denominata più correttamente “metatarsalgia di Morton”.

neuroma di Morton

La foto mostra la callosità dolorosa della pianta del piede che caratterizza la metatarsalgia. In molti casi di metatarsalgia si associa il neuroma di Morton.

Tutti i sintomi e le cause del Neuroma di Morton.

Alcune condizioni come la lassità legamentosa congenita possono certamente accrescere le probabilità di soffrire di questo disturbo, ma molto spesso l’insorgere della patologia è causata da fattori che intervengono dall’esterno, come ad esempio indossare calzature non adeguate, scompensi posturali e microtraumi di vario tipo, anche causati da uno scorretto o eccessivo allenamento. Non solo, ma anche altre patologie, come ad esempio l’alluce valgo, possono causare l’insorgere del Neuroma di Morton.

I sintomi di questa patologia sono abbastanza distinguibili: il dolore che si prova è molto acuto ed è simile ad una sorta di scarica elettrica che si propaga verso le dita del piede. Il dolore è talmente insopportabile che l’unico modo per trovare un minimo di sollievo è quello di smettere di camminare, togliersi le scarpe e massaggiare la zona dolorante. Questo rimedio “fai-da-te” non può però essere considerato una soluzione in quanto il dolore è cronico e la malattia non regredisce. Molto spesso il dolore alla piante del piede si manifesta in concomitanza con l’insensibilità di alcune dita del piede.

Quando il dolore a carico della regione anteriore del piede (metatarsalgia) dura per settimane e a volte per dei mesi non è raro osservare un meccanismo di contrattura riflessa che coinvolge la muscolatura della gamba e del ginocchio.  Le pazienti riferiscono dolori che risalgono lungo la gamba, fino ad arrivare al ginocchio, accompagnati da crampi muscolari fastidiosissimi.

 

Il film mostra molto bene il nervo infiammato e ingrossato che sporge tra il 3° e il 4° dito del piede.

L’operazione chirurgica per sconfiggere il Neuroma di Morton.

Tutto inizia sempre con una diagnosi accurata, effettuata principalmente per mezzo di un’ecografia, la sola in grado di accertare lo stato di infiammazione della regione metatarsale, l’infiammazione dei tendini, delle guaine e il versamento delle articolazioni metatarsali distali.

A seconda dei vari stadi, il Neuroma di Morton può essere curato mediante:

  • Utilizzo di farmaci antinfiammatori, infiltrazioni di cortisone a livello locale. Questo però se i primi sintomi non sono comparsi da più 6 mesi. Bisogna però tenere presente che l’utilizzo di questi farmaci, specie se prolungato nel tempo, può causare l’insorgere di reazioni avverse, quindi il loro uso è da valutare con la massima cautela. Senza contare il fatto che i farmaci antinfiammatori agiscono solo sulle cause, mentre le infiltrazioni di cortisone fanno solo si che la situazione non degeneri ulteriormente.
  • Cicli di onde d’urto radiali e l’uso di plantari, sempre se, come al punto precedente, i primi sintomi non sono comparsi da più 6 mesi. Bisogna però tenere presente che questi rimedi sono finalizzati solo a rendere i sintomi “sopportabili”, non sono certo in grado di curare la patologia all’origine. Inoltre richiedono moltissima costanza e applicazione da parte del paziente, pena la loro totale inutilità.
  • Operazione chirurgica, la sola in grado di curare il Neuroma di Morton in modo definitivo.  

In pratica i nervi colpiti dalla patologia sono il n. interdigitale plantare e i due rami che si dirigono verso le dita (digitali). I nervi vengono liberati dalle aderenze e dalle costrizioni di cui soffrono. Quando non è possibile eseguire la liberazione si possono asportare i frammenti di rami nervosi che non sono vitali e che sono troppo assottigliati a causa della stretta costrizione che è durata acuni mesi e alcune volte per anni. E’ possibile praticare la parziale resezione dei rami nervosi senza conseguenze rilevanti sulla sensibilità e senza causare problemi nel movimento delle dita.

Di solito il neuroma viene asportato effettuando un un accesso sul dorso del piede, di gran lunga preferibile a quello praticato sulla zona plantare. L’incisione plantare arriva al nervo interdigitale in modo indiretto, dopo aver spostatoil pannicolo fibroadiposo e le giuaine dei tendini flessori. La delicata ucte della pianta del piede viene posta in un rischio di sviluppare un cheloie o una cicatrice retraente, che, data la sua posizione particolare, potrebbe provocare fastidio e problemi nel camminare. L’incisione plantare prolunga eccessivamente i tempi di guarigione.

I vantaggi dell’operazione chirurgica per il Neuroma di Morton.

Il decorso post operatorio è abbastanza veloce e agevole, infatti dura dalle 2 alle 4 settimane. In ogni caso, dopo l’intervento il paziente deve necessariamente stare  un periodo a riposo, in attesa della visita di controllo dopo una settimana.

In questa occasione il paziente proverà ad appoggiare parzialmente il piede per terra, avvalendosi dell’aiuto delle stampelle, che dovrà usare fino a quando il dolore non sarà completamente cessato.

Il paziente, tuttavia, anche nella prima fase post – intervento, non è totalmente immobilizzato, infatti, in caso di necessità, può comunque deambulare utilizzando un particolare tipo di calzature realizzate per questo scopo.

Come abbiamo visto, quelli che possono sembrare dei banali fastidi al piede, in realtà non sempre lo sono. O meglio, non sono solo dei semplici fastidi, ma sono i sintomi veri e propri di una patologia ben più importante.

Inoltre, come riportato nel paragrafo precedente, sono molti i fattori esterni che possono giocare un ruolo determinante nell’insorgere di questa malattia, che, nella fase più acuta, può essere invalidante.

Stai cercando un chirurgo ortopedico a Roma e dintorni per curare il Neuroma di Morton in modo definitivo? Oppure vuoi semplicemente capire qual è la causa di quei fastidi al piedi che stai avvertendo da qualche settimana? Non aspettare oltre, contattami, insieme troveremo la soluzione.

Contatta Il Dott. Scala

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti. I trattamenti per cui è specializzato sono:

Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton

Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA. Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.

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