L’artrodesi della caviglia viene molto praticata nel S.S.N. Al paziente viene detto che toglie il dolore e non fa niente. Ma le conseguenze negative sono molto evidenti.

L’artrodesi della caviglia va evitata. Solo la protesi toglie il dolore  e restituisce il movimento della caviglia.

Artrodesi e protesi sono la stessa cosa?

Purtroppo molti professionisti ortopedici confondono i pazienti dicendo che artrodesi e protesi alla fine sono la stessa cosa. Dicono che l’artrodesi toglie il dolore e dicono che rimane il blocco articolare. Si giustificano dicendo: “Tanto la caviglia è già bloccata dall’artrosi”!

Che cosa dicono i lavori scientifici?

I lavori scientifici pubblicati negli ultimi anni mettono in evidenza che le statistiche sul benessere e sulla qualità della vita sono molto migliori nelle protesi di caviglia. Protesi di caviglia e artrodesi non sono affatto la stessa cosa.

Perché l’artrodesi della caviglia non va?

La prima cosa che si nota è che l’artrodesi non fa sparire il dolore. Anzi ci sono artrodesi molto dolorose. Molti pazienti maledicono quel giorno che hanno fatto l’artrodesi. Poi bisogna considerare che la durata dell’artrodesi è minore della protesi. Perché quando viene l’artrosi delle articolazioni che sono presenti nel piede, il dolore è destinato ad aumentare ancora di più. E allora non ci sarà più niente  da fare. Ho visitato di recente un giovane paziente siciliano che cinque anni fa ha subito l’artrodesi all’età di 25 anni in un grande ospedale di Roma. Adesso all’età di 30 anni cammina con dolore e con difficoltà perché le articolazioni del piede si sono consumate. Come farà fra qualche anno? Dovrà usare la sedia a rotelle?

Il problema è che non si può fare niente perché è stato usato un grande chiodo che dalla pianta del piede e dal calcagno arriva fino alla tibia.

Che cosa dicono i lavori scientifici?

I lavori scientifici pubblicati negli ultimi anni mettono in evidenza che i dati sul benessere e sulla qualità della vita dei pazienti con protesi dei caviglia sono superiori alla artrodesi della caviglia.

Da questi studi recenti emerge che protesi di caviglia e artrodesi non sono affatto la stessa cosa, i pazienti con protesi della caviglia mostrano una maggiore soddisfazione.

Dopo la protesi totale della caviglia, sono stati dimostrati miglioramenti dei dati rilevati per i modelli di andatura spazio-temporale, cinematica e cinetica rispetto ai dati preoperatori. Dopo l’artrodesi della caviglia i pazienti erano limitati nella velocità del cammino e nel movimento della caviglia. Dopo l’artrodesi della caviglia i pazienti mostrano l’aumento delle sollecitazioni dell’anca, che potrebbe rappresentare un segno di compensazione per la mancanza di movimento della caviglia.

Che cosa dimostrano gli studi sulla biomeccanica del movimento?

Gli studi sulla biomeccanica della deambulazione rappresentano un aspetto importante dell’analisi dei risultati dell’artrodesi della caviglia e della chirurgia sostitutiva della caviglia.

I pazienti con la protesi della caviglia mostrano una velocità del passo nettamente migliore rispetto alle misurazioni pre-operatorie.

La velocità della deambulazione dei pazienti con artrodesi risulta migliorata solo in misura modesta rispetto alle misurazioni pre-operatorie.

I pazienti con protesi di caviglia mostrano un’andatura abbastanza simmetrica, mentre i pazienti con l’artrodesi della caviglia richiedono meccanismi compensativi significativi per ottenere un’ andatura stabile e simmetrica.

Il piede operato di artrodesi deve sollecitare maggiormente la articolazione del mesopiede.

I pazienti operati di artrodesi di caviglia hanno il ginocchio quasi bloccato e devono sollecitare maggiormente il movimento dell’anca.

Le conclusioni sono che si deve sempre fare la protesi della caviglia?

Nei casi di artrosi della caviglia negli esiti di frattura della caviglia oppure nei casi di artrosi e di reumatismo di deve sempre fare la protesi della caviglia. Esattamente come si fa nell’artrosi dell’anca e nell’artrosi del ginocchio.

La artrodesi della caviglia si può fare solo nei casi di paralisi della caviglia, di grave perdita della sostanza ossea e nei casi di infezione (usando un sistema di fissazione esterna e di compressione)

 

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Contatta Il Dott. Andrea Scala

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Andrea Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti. I trattamenti per cui è specializzato sono:

Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton

Il Dott. Andrea Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA. Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.