Cos’è il Neuroma di Morton? Chi sono i soggetti maggiormente colpiti?
Il Neuroma di Morton è una metatarsalgia molto frequente che colpisce principalmente il sesso femminile. Si tratta di una patologia degenerativa di un nervo plantare, è dovuta a una compressione dei nervi sensitivi interdigitali del piede.
Con il termine neuroma ci riferiamo a una fibrosi a carico del tessuto che circonda il nervo interdigitale in questione. I soggetti maggiormente colpiti sono donne tra i 40 e 50 anni, anche se può insorgere a qualsiasi età. La malattia di Morton è un dolore plantare che si irradia fino alle dita del piede, le cause possono essere molteplici, tra queste:
• Scarpe troppo strette;
• Deformità del piede;
• Traumi e sollecitazioni ripetitive.
Ovviamente, le cause possono essere molteplici, l’ipotesi più probabile è sempre quella che derivi da uno sfregamento a carico di un nervo interdigitale e delle ossa metatarsali ai lati. Come mai le donne sono maggiormente colpite?
Sicuramente, per il tipo di calzature che indossano. Tra queste, nello specifico, le scarpe con il tacco che creano un atteggiamento di ipertensione.

Neuroma di Morton: quali sono i sintomi principali

Quali sono i sintomi specifici legati a questa fibrosi?
I sintomi del neuroma di Morton sono principalmente:
• Dolore;
• Formicolio;
• Intorpidimento;
• Bruciore.
A livello visivo, il piede può presentare una sporgenza plantare dei metatarsi. Come conseguenza del sovraccarico dell’avampiede si verifica il dolore costante nella zona plantare. Si tratta di un dolore cronico, una sorta di scarica elettrica che si propaga verso le dita e un’anestesia della zona interessata.
Il dolore è concentrato principalmente nella zona dell’avampiede e soprattutto nelle dita dei piedi. Si tratta di un sintomo che si sviluppa principalmente tra le due facce interne delle dita che sono colpite. Per quanto riguarda il bruciore, è particolarmente forte nella pianta del piede e ovviamente può irradiarsi facilmente.

Neuroma di Morton: cos’è e quali sono le cause

Neuroma di Morton

Come accennato, c’è la possibilità che si presente del formicolio o intorpidimento che possono peggiorare nel momento in cui il soggetto decida di utilizzare una scarpa alta o con il tacco.
Va sottolineato che il neuroma produce dei sintomi quando raggiunge un diametro di 4 mm. Il dolore interessa principalmente l’avampiede. I sintomi possono anche aggravarsi con il tempo e solitamente in seguito a:
• Attività fisica scorretta, che comporta dei microtraumi ripetuti;
• Postura non idonea;
• Aumento di peso;
• Uso di calzature particolarmente strette.
Nell’ultimo caso è importante togliere le scarpe e massaggiare il piede per un tempo abbastanza prolungato.

Diagnosi del neuroma di Morton

Come si può diagnosticare il neuroma di Morton?
Solitamente, il neuroma di Morton viene rilevato dalla presenza di un dolore particolarmente intenso. Si tratta di un sintomo che si palesa nel momento della palpazione della zona interessata dalla neoformazione. Quello che consigliamo è di effettuare una visita specialistica presso un ortopedico che dovrà consigliare la terapia migliore in base al paziente.
Possiamo quindi affermare che nella maggioranza dei casi, la diagnosi di questo neuroma si basa principalmente sulla descrizione dei sintomi effettuata dal paziente. Nonostante non esistano esami strumentali sicuri per vedere se vi è o meno la presenza del neuroma di Morton, è sempre consigliato effettuare una risonanza magnetica dell’avampiede o un’ecografia muscolo tendinea articolare.

Neuroma di Morton l’intervento chirurgico

Il miglior trattamento per quanto riguarda una problematica come il neuroma di Morton è l’intervento chirurgico. L’intervento chirurgico serve a liberare il nervo ingrossato da aderenze e infiammazioni dei tessuti circostanti che lo comprimono. Una volta eliminata la compressione, è possibile vedere due rami nervosi digitali che si dirigono verso le dita del piede senza ostacoli.

Subito dopo l’intervento, viene consigliato al paziente un periodo di riposo. Alla fine della prima settimana è possibile effettuare un primo controllo, ovviamente, il paziente deve utilizzare delle stampelle fino a quando il dolore non cessa in maniera definitiva. Il periodo di guarigione può durare dalle 3 alle 4 settimane.
Ovviamente, dopo il riposo iniziale la deambulazione deve avvenire con estrema prudenza, durante il primo mese le visite sono settimanali. Dopo un mese il paziente è libero di indossare delle calzature qualsiasi e dopo 20 giorni è prescritta la riabilitazione.
La riabilitazione è importante perché aiuta il piede a guarire prima dalla problematica e a riprendere la normale mobilità. In questo caso, sono molto utili gli esercizi di stretching per quanto riguarda il tendine d’achille. Si tratta di una terapia che aiuta il piede a sgonfiarsi notevolmente e soprattutto velocemente. Effettuare stretching è molto importante e allo stesso tempo è basilare massaggiare frequentemente le dita dei piedi.

Neuroma di Morton: terapia conservativa

In alternativa alla chirurgia, è possibile seguire una terapia conservativa. Si tratta di un metodo che tende a risolvere il problema in modo poco invasivo ma a differenza dalla chirurgia è meno efficace. Tra i trattamenti che sono stati perfezionati nel tempo troviamo:
• Iniezioni di cortisone;
• Fisioterapia;
• Crioterapia;
• Onde d’urto;
• Utilizzo di plantari particolati;
Nel momento in cui questi trattamenti non fossero sufficienti e non avessero l’effetto desiderato è necessario ricorrere alla chirurgia.

Origine del Neuroma di Morton

Come abbiamo visto all’inizio, il Neuroma di Morton è causato principalmente da un’irritazione di tipo cronico che può dipendere da un numero di fattori diverso. Tra le varie problematiche troviamo sicuramente una postura scorretta, un movimento del piede non adeguato e l’utilizzo di calzature non idonee.
La prevenzione è estremamente importante perché ci fa capire che utilizzando le scarpe corrette è possibile prevenire questi problemi. Per quanto riguarda lo sviluppo della neuropatia, possono incidere anche altri fattori come ad esempio disturbi cronici dell’alluce valgo, problemi di tipo neurologico, piedi piatti e artrite reumatoide.
Dopo essersi sottoposti ad un intervento chirurgico mirato a curare il Neuroma di Morton, dobbiamo essere consapevoli che il percorso post-operatorio è altrettanto importante. Seguire le indicazioni del medico ortopedico è basilare per guarire in tempi brevi e raggiungere i migliori risultati possibili. La fisioterapia gioca un ruolo fondamentale sia nel percorso post-operatorio sia per quanto riguarda il mantenimento nel tempo.
Anche i massaggi sono molto importanti e in questo caso devono essere sempre svolti da un fisioterapista in grado di gestire la problematica del paziente. Quali sono, quindi, gli aspetti più importanti della fisioterapia?

Fisioterapia per il Neuroma di Morton

Una volta iniziato un percorso valido di fisioterapia, è possibile alleviare notevolmente i sintomi e portare ad una risoluzione del problema dopo la chirurgia.
Tra le tecniche manuali più utilizzate che conosciamo troviamo:
• Mobilizzazione dei tessuti molli tramite il massaggio;
• Mobilizzazione delle articolazioni del piede.
I metodi fisici più adatti a queste condizioni sono:
• Ultrasuoni;
• Laser ad alta potenza;
• Tecarterapia.
Come anticipato, durante il percorso riabilitativo e terapeutico è consigliato al paziente di evitare delle calzature particolarmente rigide e strette. Questo per evitare che i risultati possano essere compromessi ed evitare gli stress nella zona interessata.
Gli esercizi principali sono quelli di stretching e quelli che aiutano un rafforzamento dell’arco plantare. Tra gli esercizi suggeriti troviamo:
• Allungamenti dei muscoli per quanto riguarda la parte inferiore della gamba;
• Allungamento della fascia plantare.
Dopo alcuni mesi, un buon esercizio consigliato da molti fisioterapisti è quello di camminare per 4/5 minuti e fare una corsa leggera per 2 minuti.
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Contatta Il Dott. Scala

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti. I trattamenti per cui è specializzato sono:

Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton

Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA. Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.

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