L’alluce valgo rappresenta motivo di gran sofferenza per le persone che ne sono affette, che trovano estremamente difficoltoso camminare e, di conseguenza, svolgere qualsiasi tipo di attività fisica. Premesso che non esistono formule magiche per impedirne l’insorgere, va detto però che ci sono tante accortezze da usare per ridurre al minimo le eventuali complicazioni. Parlare di alluce valgo oggi significa aprire il discorso anche all’infiammazione della borsa sottocutanea che questa deformazione del primo dito del piede comporta.

La componente genetica gioca un ruolo piuttosto importante: sono diversi infatti i casi in cui l’alluce valgo si tramanda da genitore in figlio. Parliamo in tal caso di causa idiopatica, che sta semplicemente ad identificare che è connaturata al genoma del singolo individuo.
Inizialmente, la patologia può essere sì insidiosa ma asintomatica. Ciò però non evita l’emergere di tante problematiche, a carico della postura e della deambulazione, con il passare del tempo. Dall’ispessimento della pelle fino ad arrivare a cambiamenti più o meno netti della forma e della biomeccanica del piede, l’alluce valgo presenta criticità da non sottovalutare e che devono necessariamente essere risolte.

Una buona prevenzione può essere un valido alleato, anche nel caso in cui la patologia non sia presente ancora in forma grave. Gioverà utilizzare scarpe adeguate, con tacchi non molto alti e non troppo strette in punta, plantari su misura e distanziatori in silicone. Per contrastare il dolore da borsite, il medico potrà prescrivervi degli antinfiammatori non steroidei, da assumere per un periodo limitato di tempo.

Detto ciò, ci teniamo a precisare che prevenzione  non significa “risoluzione”. Si tratta di supporti validi solo nella misura in cui li si considera per quello che sono: temporanei. L’alluce valgo si accompagna di solito all’infiammazione dei tessuti molli circostanti, destinati a degenerare in misura crescente. La sporgenza ossea, la cosiddetta “cipolla”, verrà così interessata da arrossamento, gonfiore ed intorpidimento. La deambulazione subisce una compromissione rilevante. L’alluce valgo può portare anche alla deformazione del secondo dito, che viene spinto verso l’esterno (dito in griffe), e all’artrosi nelle articolazioni dell’alluce.

L’intervento chirurgico, purché sia effettuato da professionalità competenti e in osservanza dei più rigorosi criteri di sicurezza, è invece in grado di ripristinare in maniera definitiva la posizione anatomicamente corretta dell’alluce. 


Approfondite la conoscenza della tecnica del dott. Andrea Scala per il trattamento dell’alluce valgo recidivo consultando i due articoli su questo tema pubblicati dalla rivista americana Foot & Ankle Specialist!

Quali sono gli esami da fare prima dell’operazione all’alluce valgo?

Dopo la prima visita, vengono effettuate tutte le indagini diagnostiche del caso che possono portare o meno all’operazione. La prima visita è indicativa per il medico che potrà osservare il paziente in posizione eretta e durante la deambulazione, concentrandosi su appoggio di avampiede e retropiede. L’esame radiografico dei due piedi sottocarico è di fondamentale importanza. In alcuni casi può essere opportuno effettuare anche altri esami come Tac, Risonanza magnetica o Ecografia.

Cosa prevede l’operazione all’alluce valgo?

Nello specifico, la tecnica chirurgica mini invasiva utilizzata dal dottor Andrea Scala, chirurgo ortopedico a Roma,

contempla una minima incisione sulla “cipolla”. Attraverso questa incisione si può vedere la patologia e curarla come si deve e completamente. L’uso del frullino messo sotto la pelle (“percutanea” significa sotto la cute) non si vede quello che si fa. Il frullino può coinvolgere nella rotazione vasi, nervi, tendini e strappare tutto. La operazione mini invasiva consente una dissezione accurata dei tessuti molli che vengono scansati e non strappati dal frullino.

Questa tecnica che riduce il dolore, il sanguinamento e il gonfiore dopo l’operazione. L’alluce operato non è bloccato e si può muovere. I tempi di recupero sono molto ridotti.        
La tecnica operatoria del dottor Scala è la più innovativa e permette di risolvere gran parte delle patologie a carico dell’avampiede. I risultati sono garantiti e l’efficacia dell’intervento rimane inalterata nel tempo. Il tutto equivale ad un veloce recupero della funzionalità del piede e, quindi, del benessere psico-fisico del paziente.

L’aspetto più importante è il grande spostamento in senso laterale della testa del 1° metatarso, questo fa sparire la “cipolla” di più e meglio degli altri interventi. Rimuovendo lo spostamento patologico del 1° metatarso, in corrispondenza della “cipolla”. Il piede assume la forma desiderata dalla paziente.

Dopo aver eseguito l’osteotomia (intervento chirurgico di taglio dell’osso) del 1° metatarso viene corretta la disposizione delle ossa, dei legamenti, dei tendini e dei nervi, con il conseguente riallineamento dell’alluce rispetto alle altre dita del piede. A questo punto si introduce all’interno un sottile filo metallico (1,5 mm). Non si mettono fili metallici esterni tipo “spiedino”. Il filo metallico interno fornisce la garanzia che l’alluce operato non tornerà mai più in valgo. Il dato saliente che caratterizza l’intervento è che la testa del 1° metatarso viene esattamente posizionato sopra i due sesamoidi. Pochi altri interventi hanno la medesima accuratezza, nessuno con tecnica percutanea.

operazione alluce valgo

Classico aspetto dell’alluce valgo

 

operazione alluce valgo

La Rxgrafia fa vedere  che la “cipolla” è costituita dalla sporgenza della testa del 1° metatarso sotto la pelle. L’alluce è spostato perché è privo della base d’appoggio.

 

operazione alluce valgo

L’intervento con tecnica mini invasiva del dott. Scala consiste in un grande correzione della testa del 1° metatarso. Il sottile filo metallico impedisce alla testa del metatarsale di tornare indietro e di formare di nuovo la “cipolla” con la recidiva! L’alluce ha ritrovato la propria base e si è perfettamente reallineato.

 

operazione alluce valgo

Questo è l’aspetto che deve avere l’alluce dopo la correzione dell’alluce valgo.

Il periodo post-operatorio prevede una grande attenzione onde non andare ad inficiare l’efficacia delle correzioni apportate. No dunque a piedi immobilizzati e allo spiedino d’acciaio! Il piede deve muoversi, altrimenti si rischia un danneggiamento, nei casi peggiori anche un blocco perenne, dell’articolazione appena riallineata. Dopo un periodo iniziale di riposo che serve a fare sgonfiare il piede e a favorire la formazione del callo osseo il paziente appoggia al suolo con il sandalo post-operatorio.

Il paziente non deve dunque limitarsi nelle sue attività, temendo di caricare troppo il piede o di andare incontro a qualche complicanza. Per questo, un buon professionista segue sempre con la dovuta attenzione il decorso post operatorio, in modo tale da rinforzare il paziente anche da un punto di vista psicologico.

La ripresa post-operatoria

Dopo qualsiasi tipo di intervento, non va mai affrontata con leggerezza ma nemmeno con troppa apprensione. Nel caso di un’operazione all’alluce valgo, il paziente verrà dotato di specifiche scarpe post-operatorie, con le dovute differenziazioni tra paziente e paziente. Solitamente vengono effettuate due medicazioni al mese e dopo un mese il paziente può tornare alle sue abituali attività. Ogni 15 giorni, viene ridotto il bendaggio e le scarpe post-operatorie vengono sostituite con nuove scarpe più comode, che manterranno le ossa e i tessuti molli in posizione mentre guariscono.

Il discorso va rimodulato nel caso si tratti di atleti, che solitamente sottopongono i piedi ad una sollecitazione maggiore e più prolungata. L’allenamento in questo caso va ripreso dopo due mesi, con un ritorno alle competizioni a partire dal terzo mese dopo l’intervento chirurgico.

Poiché il paziente, in linea di massima, può sin dal primo post-operatorio riprendere a camminare, non è prevista nessuna riabilitazione, salvo casi specifici come persone anziane. In tal caso, l’approccio riabilitativo sarà incentrato sulla rieducazione ad una deambulazione corretta, con esercizi mirati che ripristinino una normale dinamica di carico e appoggio.

Contatta Il Dott. Scala

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti. I trattamenti per cui è specializzato sono:

Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton

Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA. Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.

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