Riconosci e cura la distorsione più comune nel corpo umano

La distorsione di caviglia è uno dei traumi più comuni subiti dal corpo umano: si stima che solo in Italia ce ne siano 5000 al giorno. Questo è dovuto alla facilità con cui questa struttura subisce una brusca torsione sia nell’attività sportiva che nella vita quotidiana; basti pensare che solo inciampando in una buca per strada si possono causare danni anche gravi. Ma cosa succede davvero quando subiamo una distorsione di caviglia? Nel concreto, avviene che per un breve momento viene a mancare il rapporto articolare fra le ossa distali della gamba, tibie e perone, e il primo osso del piede, l’astragalo. Questa tipologia di distorsione viene definita nello specifico Distorsione Tibio-Tarsica.

Com’è strutturata la caviglia?

L’articolazione della caviglia è costituita da 4 ossa, due prossimali e due distali, collegate fra di loro dai legamenti:

  1. Tibia
  2. Perone
  3. Astragalo
  4. Calcagno

I fasci legamentosi principali coinvolti nella distorsione della caviglia sono quelli che collegano il perone all’astragalo (legamento peroneo astragalico anteriore, peroneo calcaneare e peroneo astragalico posteriore), quelli che connettono tibia e perone denominati legamenti tibiofibulari (anteriori e posteriori) e quelli che partono dalla tibia, di cui due raggiungono l’astragalo, uno il calcagno e uno l’osso navicolare; essi costituiscono il legamento deltoideo (legamento tibio-talare posteriore, tibio-calcanere, tibio-navicolare, tibio-talare anteriore). Questa struttura permette alla caviglia di compiere 4 movimenti nello spazio:

  1. La plantarflessione (piegare il piede verso il basso, come quando ci si mette in punta dei piedi)
  2. La dorsiflessione (volgere il piede all’insù, come quando si vuole camminare sui talloni)
  3. L’inversione (piegare il piede verso l’esterno)
  4. L’eversione (piegare il piede verso l’interno)

Quali fattori predispongono alla distorsione della caviglia?

Ci sono alcuni fattori che predispongono la caviglia a subire distorsioni. Fra questi, troviamo:

  • lassità capsulo-legamentosa congenita
  • presenza di patologie degenerative (come ad esempio l’artrite reumatoide)
  • sovrappeso
  • squilibri posturali (alterazioni dell’appoggio o carico mal distribuito)
  • dismetrie
  • alterazioni propriocettive
  • calzature non idonee
  • camminare su terreni irregolari

Inoltre, una caviglia che ha già subito numerose distorsioni sarà più soggetta al ripetersi del fenomeno, a causa di un indebolimento generale della struttura articolare.

I sintomi della Distorsione di Caviglia

Il primo segnale che indica l’avvenuta distorsione di caviglia è ovviamente il dolore acuto che si può estendere fino a tutto il piede e parte della gamba. Si potrà evincere fin da subito il gonfiarsi della zona lesionata a causa del versamento sinoviale interno che impedirà di muovere la caviglia in qualsiasi direzione. Dopo poco tempo, comparirà la tipica tumefazione violacea che segnala la rottura di capillari in corrispondenza delle strutture lesionate. Eseguendo una delicata palpazione intorno al malleolo, si constaterà che ci sono dei punti più dolenti di altri, svelando il punto lesionato. Il paziente lamenterà inoltre l’impossibilità di poggiare il peso sulla caviglia.

La classificazione della Distorsione di Caviglia

Ci sono diversi modi per classificare il trauma subito da una caviglia. Generalmente i medici ortopedici usano una scala che va per gradi, dal grado zero al 3°:

  1. Grado 0: l’astragalo si è inclinato con un’angolazione di massimo 8° e non è avvenuta rottura legamentosa
  2. Grado 1: l’astragalo si è inclinato tra i 10° e i 20° ed è avvenuta la rottura del legamento peroneo-astragalico anteriore
  3. Grado 2: l’astragalo si è inclinato tra i 20° e i 30° ed è avvenuta la rottura del legamento peroneo-astragalico anteriore e del peroneo-calcaneare
  4. Grado 3: l’astragalo si è inclinato di 30° ed è avvenuta la rottura di tre legamenti.

Altri, invece, prediligono la classificazione fatta da Clanton nel 1999, che prevede solo 3 gradi di gravità:

  • Distorsione di 1° grado: lesione parziale di un legamento con presenza di tumefazione e dolore; si prescrive la sospensione dell’attività sportiva
  • Distorsioni di 2° grado: lesione solo parziale di uno o più legamenti con presenza di tumefazione, dolore e riscontro di instabilità articolare; si prescrive la sospensione dell’attività sportiva
  • Distorsioni di 3° grado: rottura di uno o più legamenti con presenza di tumefazione, dolore e riscontro di una grave instabilità articolare; si è costretti all’abbandono dell’attività sportiva

In tutti questi casi, come avrete notato, non si presuppone la rottura dei tendini. Questa tipologia di infortuni quotidiani o sportivi è di natura più grave e porterà obbligatoriamente ad intervenire chirurgicamente.

Come agire quando si subisce una distorsione di caviglia

In tutti i casi in cui si subisce una distorsione di caviglia, è molto importante sottoporsi a una visita specialistica. Un buon ortopedico esperto in medicina e chirurgia del piede saprà identificare il grado di gravità della lesione e consigliarvi la terapia migliore per voi. Nel caso di distorsioni di caviglia che non implicano rottura dei legamenti, è possibile agire con una terapia conservativa.

Per prima cosa, è molto importante immobilizzare fin da subito la caviglia per evitare che i movimenti peggiorino l’edema e rallentino la guarigione. È poi consigliato applicare del ghiaccio sulla parte lesa nella fase subito successiva alla distorsione per impedire alla zona di gonfiarsi ulteriormente.

È inoltre possibile applicare delle pomate lenitive che aiutino a ridurre il dolore. I tempi di immobilità variano a seconda della gravità, ma in ogni caso è consigliabile riprendere per gradi la deambulazione, anche con il supporto di una terapia fisioterapica ad hoc. L’intervento chirurgico è da prendere in considerazione nel caso in cui sia avvenuta la rottura dei legamenti o quando la distorsione è recidiva e senza possibilità di recupero conservativo.

Per riportare il paziente a una condizione di vita normale, bisognerà prendere in considerazione la possibilità di impiantare una protesi di caviglia. Il Dottor Scala, specialista in Traumatologia e Ortopedia e in Medicina dello Sport, ha sviluppato un’innovativa protesi di caviglia su misura che consente ai pazienti di riprendere una vita totalmente normale.

Contatta Il Dott. Scala

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti. I trattamenti per cui è specializzato sono:

Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton

Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA. Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.

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