I piedi sono continuamente soggetti a stress e malfunzionamento, anche se spesso non ce ne accorgiamo. Infatti, non c’è alcuna parte dello scheletro che non abbia rapporti diretti o indiretti con i piedi e la postura, dal ginocchio alla colonna vertebrale, dalle anche alla mandibola.

Piede piatto, alluce valgo, metatarsalgia e problemi alla caviglia sono solo alcune delle più comuni patologie del piede che colpiscono gli adulti, con disturbi sia a carico della parte anteriore del piede (nel caso di alluce rigido, Neuroma di Morton, dita a martello) che di quella posteriore (come nel caso della fascite plantare, della distorsione della caviglia e della lesione del tendine di Achille). Nei bambini è invece più comunque rilevare problemi di equinismo o di piede piatto.

Tutte queste malformazioni possono essere trattate e, nella maggior parte dei casi, risolte una volta per tutte. A seconda della gravità della patologia, si sceglierà di intervenire con una terapia conservativa oppure con la chirurgia, tradizionale o mininvasiva. Vediamo ora più nel dettaglio cosa vuol dire curare una patologia del piede e quali modalità vengono usate.

Curare le patologie del piede

Il primo approccio alle patologie del piede è quello conservativo. Uno degli strumenti più utilizzati in questa fase sono i plantari, particolari “solette” rigide che migliorano l’appoggio del piede; i materiali con cui essi vengono realizzati permettono di adattarli a quasi tutti i tipi di scarpa. In alcuni casi, i pazienti trovano giovamento anche da terapie fisioterapiche, sia a corpo libero che strumentali (Tecarterapia, onde d’urto, crioterapia). 

Quando la terapia conservativa non porta benefici sostanziali e la situazione tende ad aggravarsi nel tempo, è quasi sempre necessario ricorrere alla chirurgia. Fino a qualche anno fa si praticavano solo interventi classici che, pur avendo spesso ottimi risultati, necessitavano di ampie incisioni e, di conseguenza, maggior dolore nella fase post-chirurgica e tempi di recupero più lunghi. Inoltre, si ricorreva spesso a mezzi di fissazione interna, come viti e placche, che nel tempo potevano causare disagi e necessitare di essere sostituiti.

La chirurgia mininvasiva del piede

Oggi la chirurgia del piede prevede soluzioni all’avanguardia grazie ad interventi mininvasivi o percutanei. Questo approccio permette di realizzare gli stessi risultati della chirurgia tradizionale, anzi a volte migliori, semplicemente praticando piccole incisioni; ciò consente di preservare i tessuti circostanti, i vasi, i nervi e i muscoli, riducendo i tempi di recupero e il rischio di complicazioni.

Lo svolgimento di questo tipo di interventi è spesso rapido e relativamente semplice: attraverso piccoli forellini nella pelle (4-5 millimetri) il chirurgo ortopedico effettua le correzioni con strumenti piccolissimi, sotto il controllo di un amplificatore di brillanza, una sorta di schermo che mostra lo svolgimento dell’operazione.

Possono essere svolte correzioni su ossa, capsule articolari o tendini. Esse vengono eseguite con tecniche particolari che non necessitano di mezzi di stabilizzazione né interni (viti, placche) né esterni (fili metallici). Si utilizzano solitamente solo speciali fasciature, da rinnovare una volta alla settimana per tre settimane.

Nelle deformazioni più importanti, qualora sia necessario utilizzare anche delle viti, queste vengono introdotte per via percutanea. Indossando lo scarponcino ortopedico, il paziente potrà camminare fin da subito. A seconda delle indicazioni del chirurgo, il paziente potrebbe dover usare questa scarpa speciale per almeno tre-quattro settimane. 

Quali sono le malformazione più comuni dell’avampiede?

Il più comune disturbo a colpire i piedi degli adulti, in particolare delle donne, è sicuramente l’alluce valgo. È caratterizzato dalla deviazione del primo dito verso l’interno e la riconoscibile deformazione del primo metatarso verso l’esterno (la famigerata “cipolla”), che in gergo tecnico si definisce esostosi

Nei casi in cui si decida di intervenire chirurgicamente, la tecnica da noi prescelta è la tecnica mini-invasiva. Una minuta incisione chirurgica sulla testa del 1° metatarso consente di asportare la deformità, correggere la deviazione dell’alluce e di rimettere nella giusta tensione tendini e capsula articolare. Lintervento del dottor Andrea Scala è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 2013 ed è in grado di assicurare la definitiva scomparsa della deformazione, senza temere recidive. Infatti, viene installata una piccola barretta di titanio (1,5 mm) che impedisce alla testa del 1° metatarso e all’alluce di spostarsi e di fare tornare l’alluce valgo. In questi casi, l’intervento percutaneo non dà garanzie per le recidive e l’alluce valgo purtroppo può tornare, come si vede nei numerosi video che il dott. Andrea Scala ha pubblicato sul suo canale YouTube.

Insieme all’alluce valgo, spesso compaiono anche le cosiddette “dita a martello“. Questa malformazione colpisce in genere il secondo e il terzo dito che, spinti dall’alluce, assumono una posizione ricurva e sporgente verso l’alto, con conseguente formazione di dolorose callosità dorsali.

Si parla invece di metatarsalgia quando il paziente riferisce dolore sotto al piede, in corrispondenza della base delle dita. Un altro sintomo tipico è la presenza di callosità in corrispondenza di quelle zone del piede, che subiscono un sovraccarico per difetto di appoggio. Questa patologia può essere invalidante per il paziente, fino a comprometterne la deambulazione.

Anche il Neuroma di Morton è un disturbo piuttosto frequente dell’avampiede, ma riconosciuto solo da ortopedici del piede esperti. È una patologia dovuta all’ispessimento dell’estremità del nervo sensitivo locato nello spazio tra le teste metatarsali (le ossa che precedono le dita), solitamente la terza e la quarta. L’ispessimento è una conseguenza dello stress che le estremità delle ossa metatarsali esercitano su di esso in seguito ad alterazioni di appoggio dell’avampiede (quindi può insorgere in seguito ad altre patologie). Il paziente con Neuroma di Morton avverte un dolore acuto in corrispondenza dell’avampiede, che può alleviarsi non poggiando il piede e togliendo le scarpe.

Il quinto dito varo (il “mignolino”) si caratterizza per la deviazione di questo verso le altre dita. Il quinto dito può sovrapporsi al quarto dito, con la conseguente formazione di una dolorosa sporgenza esterna e la possibile comparsa di una callosità.

 

Contatta Il Dott. Scala

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti. I trattamenti per cui è specializzato sono:

Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton

Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA. Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.

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