L’artrosi deformante della caviglia, in che cosa consiste?

Nella sua fase grave, è una malattia degenerativa caratterizzata da dolore e blocco della articolazione. Il paziente soffre per una ridotta qualità di vita. L’invalidità è tale da limitare l’espletamento delle mansioni professionali, sportive e ricreative. L’inabilità fisica in pazienti con l’osteoartrosi della caviglia è equivalente o addirittura peggiore di quella dei pazienti con malattie renali o cardiache.

Il numero interventi di impianto di protesi  di caviglia  sono aumentati nell’ultimo decennio in conseguenza della disponibilità di nuovi impianti che consentono di accelerare la riabilitazione post operatoria e assicurare il ritorno alla normale routine quotidiana. I pazienti spesso richiedono l’intervento di protesi di caviglia non solo per alleviare il dolore, ma anche per mantenere un livello soddisfacente di mobilità articolare. L’ambizione è quella di ritornare ad un certo grado di attività fisica. Alcune attività fisiche e sportive sono consentite dopo la protesi di caviglia: il tennis e il golf a livello moderato; lo sci; le attività di piscina; il ciclismo e lo spinning; la sala da ballo. Sono meno raccomandabili gli sport con contatto fisico e con bruschi cambi di direzione.

Trattamento conservativo dell’artrosi della caviglia. A chi ci rivolgiamo?

Prima di ogni considerazione clinica occorre coinvolgere i  medici generici che sono a contatto con i pazienti. Poi si coinvolgono gli specialisti.

Lo specialista in Reumatologia cura dolore, gonfiore e il blocco articolare della artrosi di caviglia con farmaci antiinfiammatori e antidolorifici. Gli specialisti reumatologi debbono inviare più precocemente il paziente artrosico e reumatico dal chirurgo ortopedico per l’intervento di protesi di caviglia. A causa del forte dolore gli specialisti reumatologi prescrivono farmaci anche più invasivi e probabilmente tossici per il fegato, il cuore e i reni (METHOTREXATE). E’ stato studiato che l’intervento di protesi diminuisce la necessità di alti dosaggi di farmaci tossici.

Lo specialista in Fisiatria cura l‘artrosi di caviglia con l’applicazione di mezzi fisici quali TECAR, LASER, ULTRASUONI,TENS, DIADINAMICHE ECC. ECC. Il programma di riabilitazione prevede la ginnastica in acqua, la posturale, la propriocettiva la chinesi attiva e passiva, il potenziamento muscolare ecc. ecc. Lo specialista fisiatra deve inviare più precocemente il paziente artrosico e reumatico dal chirurgo ortopedico per l’intervento di protesi di caviglia. Lo specialista in fisiatria deve essere persuaso che dopo alcuni mesi o un anno senza risultati, si deve eseguire l’intervento. Nella fase post-operatoria la terapia riabilitativa è molto più utile per togliere il gonfiore ed il dolore postoperatorio e consentire una precoce ripresa della corretta deambulazione.

Che cosa occorre comunicare ai pazienti e ai medici?

Occorre far giungere il messaggio che la protesi di caviglia nell’arco degli ultimi anni, ha raggiunto la affidabilità della protesi d’anca e della protesi di ginocchio. Sono stati sono sviluppati nuovi design e modelli di protesi che riproducono fedelmente l’anatomia della caviglia con ottimi risultati clinici. E’ importante che i medici generici e gli specialisti si rendano conto che l’artrodesi o blocco della caviglia è un intervento di vecchia concezione, che va evitato perché blocca definitivamente la caviglia, altera la normale deambulazione e rende difficile la salita e la discesa delle scale.

Quali sono i pazienti candidati alla operazione?

I pazienti su cui si impianta la protesi della caviglia si raccolgono in due gruppi:

– artrosi post-traumatica della caviglia

– artrite reumatoide e patologie reumatiche della caviglia

Anche alcuni pazienti che hanno subito l’artrodesi della caviglia non riuscita perché dolorosa e bloccata male possono effettuare la protesi di caviglia.

La valutazione pre-operatoria. Come occorre procedere?

Nella fase di valutazione preoperatoria il paziente viene sottoposto ad esame TAC della caviglia per verificare la solidità del tessuto osseo della caviglia. Viene eseguito un “esame Rxgrafico comparativo delle due caviglie sottocarico” per verificare l’asse meccanico dell’arto nel suo insieme. Vengono eseguite radiografiche dinamiche della caviglia in proiezione laterale durante la flessione plantare e la estensione dorsale per identificare l’esatta posizione del movimento del piano sagittale.

Una considerazione importante nella pianificazione della protesi di caviglia è il range di movimento della caviglia nel periodo preoperatorio. Nei casi di artrosi post-traumatica la contrattura preesistente rappresenta uno dei fattori più critici che influenzano il range di movimento post-operatorio L’involucro di tessuti molli intorno all’articolazione artrosica post traumatica è solitamente fin troppo cicatrizzato. Le contratture che si sviluppano su lunghi periodi di immobilizzazione a causa di fissatori esterni oppure di apparecchi gessati, influenzano ulteriormente e negativamente la mobilità dell’articolazione della caviglia. In questi casi, è più difficile ottenere in fase intra operatoria un range di movimento soddisfacente. Un paziente con scarsa mobilità  può raggiungere un range di movimento accettabile. Dipende da come viene eseguita la operazione e dalla esecuzione di un efficace programmadi riabilitazione post-operatorio.

Quale è l’età giusta per l’impianto della protesi di caviglia?

Non si parla di età in cui si può effettuare la protesi di caviglia. Quando l’invalidità è molto grave e il dolore non è controllato da farmaci si procede con l’impianto. Sono i pazienti, informati sulla natura dell’intervento che chiedono l’impianto per togliere il dolore e recuperare la mobilità articolare. Nella mia personale casistica il paziente più giovane è stato operato a 20 anni, il paziente più anziano a 86 anni.

Qual è il paziente “ideale”?

Il paziente “ideale” per la sostituzione dell’articolazione della caviglia è un paziente che dal punto di vista clinico ha una buona struttura ossea, un normale stato vascolare, nessuna immunosoppressione e un discreto allineamento del retropiede. E’ indubbio che le condizioni, in fase pre-operatoria, del paziente devono essere buone e non deve, ad esempio, presentare alcuna infezione locale, deve avere un buon controllo muscolare del piede e soprattutto della caviglia.

Dal punto di vista personale è un paziente fortemente determinato a togliere il dolore e a recuperare la mobilità articolare. E’ un paziente bene informato sulla operazione e le sue conseguenze. Sa bene che la protesi è un meccanismo delicato che viene inserito nel suo corpo e che necessita di una costante ed accurata manutenzione.

Come si svolge l’operazione?

L’intervento di sostituzione della caviglia viene eseguito in anestesia generale o in anestesia spinale. Il chirurgo esegue un’incisione sulla parte anteriore della caviglia di circa 10 cm. Questo consente l’accesso all’articolazione. Dopo aver protetto e spostato i tendini nella parte anteriore della caviglia, il chirurgo apre la parte anteriore dell’articolazione della caviglia. Si procede alla rimozione di tutta l’artrosi che ha degenerato e deformato la caviglia. Una sottile fetta di osso viene rimossa dall’estremità della tibia e dalla parte superiore dell’astragalo. Questa resezione ossea deve essere molto precisa perché è il varco all’interno del quale devono alloggiare perfettamente la componente tibiale, la componente astragalica e l’inserto in polietilene. La esattezza di tutti i passaggi dell’intervento viene controllata con apparecchio radiologico.

Le case produttrici dei differenti modelli di protesi forniscono componenti che hanno “taglie” di varie dimensioni che si adattano ad ogni tipo di paziente. A questo punto si inserisce l’articolazione artificiale. Si controlla visivamente come si muove la nuova articolazione e si fa il controllo radiologico. I tendini vengono quindi riportati in posizione e la ferita viene ricucita. Si applica una medicazione e la gamba viene inserita in un calco di gesso o in una fasciatura di sostegno per un periodo di tempo che va dalle 4 alle 6 settimane.

Cosa succede dopo un intervento di sostituzione della caviglia?

La terapia attuata dall’Anestesista elimina il dolore significativo subito dopo l’intervento chirurgico. I farmaci antidolorifici possono aiutare ad alleviarlo nei giorni successivi. Il dolore dovrebbe iniziare a diminuire nell’arco di pochi giorni.

A tutti i pazienti viene consegnato un accurato PROTOCOLLO POST OPERATORIO.

È necessario tenere la gamba sollevata per prevenire il gonfiore e mantenere la ferita pulita e asciutta. Il bendaggio della sala operatoria si mantiene per 20 giorni. Dopo l’intervento, il paziente indosserà una stecca posteriore per un periodo che varia dalle 4 alle 6 settimane. E’ necessario usare le stampelle per 1 mese. Il paziente è incoraggiato a muovere precocemente la caviglia operata. Nella maggior parte delle operazioni la stabilità dell’impianto consente l’appoggio con stampelle, per 10 min, più volte al giorno.

Quali sono i rischi dell’intervento di protesi di caviglia?

La chirurgia prevede rischi generici che riguardano tutti gli interventi. Questi  sono: febbre, infezione superficiale delle ferita, infezione profonda, trombosi, embolia.

I rischi specifici comuni a tutti gli interventi ortopedici sulle estremità sono elencati nella Tabella.

·         Rischi  relativi allo stato generale (etilismo, diabete, immunodepressione, tabagismo,dipendenza da droghe, assunzione di psicofarmaci, uso di alendronati, etc..)

·         Infezione

·         Edema cronico dell’arto (caviglia e piede), Vasospasmo

·         Algodistrofia (dolore, iperestesia, disturbi vasomotori, distrofia cutanea)

·         Ossificazioni eterotopiche

·         Neuropatia (disestesie, iper od ipoestesie)

·         Cheloide (cicatrice ipertrofica)

·         Intolleranza a materiali impiantati (protesi, mezzi di sintesi, materiali di sutura)

·         Instabilità o rotture protesiche (od endortesiche) settiche od asettiche

·         Reazioni ad eventuali innesti ossei

·         Condizione di osteoporosi con aumento di rischio di: Infezione, migrazione, rottura,  irritazione cutanea, nell’uso di osteosintesi

·         Rigidità o lassità articolari post-operatorie (legate allo stato clinico del paziente)

·         Dismetrie podaliche (relative alle tecniche chirurgiche necessariamente adottate)

·         Lesioni vascolari e/o nervose

·         Presenza di deformità dell’avampiede, mesopiede e del retro piede tali da dover richiedere un secondo intervento

·         Trombosi e/o embolie

 

Quali sono i vantaggi di avere una protesi di caviglia?

I benefici attesi sono la riduzione del dolore alla caviglia e l’aumento del movimento dell’articolazione della caviglia.

Contatta Il Dott. Scala

Il Dott. Andrea Scala ha conseguito il suo diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia presso la Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico “A. Gemelli” di Roma con la discussione della tesi sperimentale, elaborata presso l’Istituto di Clinica Ortopedica diretta dal Prof. G.F. Fineschi, dal titolo: “Studio delle modificazioni cellulari indotte dai metalli di comune impiego in Chirurgia Ortopedica”, riportando il massimo dei voti. E’ specialista in Traumatologia e Ortopedia, specialista in Medicina dello Sport. Dal 1984 al 1988 è stato Assistente del Prof. Pisani nell’Ospedale di Alba (CN), il primo in Italia specializzato nella cura delle patologie della Caviglia e del Piede. Il Dott. Andrea Scala nel 1998 ha impiantato per primo la Protesi di Caviglia a Roma. Grazie ai numerosi anni di esperienza nel settore, alla formazione continua e alla pratica chirurgica effettuata in prestigiosi Centri Ospedalieri e Universitari italiani ed esteri, il Dott. Scala garantisce ai propri pazienti risultati eccellenti, ottenuti attraverso tecniche chirurgiche innovative, accurati studi sul singolo caso clinico e attuazione di terapie di ultima generazione per agevolare e accelerare la rigenerazione dei tessuti.
I trattamenti per cui è specializzato sono:
Protesi caviglia
Piede paralitico
Malattia di Haglund
Alluce valgo
Legamenti della caviglia
Alluce rigido
Piede piatto
Neuroma di Morton
Il Dott. Scala è l’unico chirurgo ortopedico specialista italiano iscritto alla Società Francese di Chirurgia della caviglia e del piede. Svolge la propria attività professionale presso la Casa di Cura ARS MEDICA in Via Cesare Ferrero di Cambiano, 2900191 ROMA.
Prenota una visita specialistica al numero +39 335 766 2164 o invia una mail all’indirizzo info@footsurgery.it.

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