protesi caviglia chirurgia del piede roma Andrea Scala

Maria Grazia Di Donato

Carissimo Professore,
sono la paziente che ha operato poco più di un mese fa, più precisamente il 7 dicembre dell’anno scorso e desidero condividere la mia testimonianza.
Sono venuta da lei per una frattura multipla scomposta dell’astragalo del piede sinistro a seguito di un incidente stradale avvenuto nel 2004. Le conseguenze di questa frattura sono state: artrosi post-traumatica, anchilosi, deambulazione claudicante e un dolore lancinante e insopportabile che per ben 11 anni ha fatto parte della mia vita senza concedermi tregua e impedendomi di vivere una vita normale; non è facile accettare di dover usare un bastone per aiutarsi a camminare all’età di 35 anni e non riuscire più a fare tante cose che fino a poco prima si davano per scontate: passeggiare, salire e scendere le scale, correre o prendere in braccio tua figlia. Queste righe sono per ringraziarla di avermi restituito la speranza e il sorriso perché prima di conoscerla nessun altro specialista mi aveva dato alcuna speranza, prima di lei nessuno mi ha mai proposto di effettuare l’impianto della protesi della caviglia, il mio caso era troppo complesso e grave e nessuno se la sentiva di rischiare; l’unica soluzione sembrava essere per tutti il blocco della caviglia, cosa a cui io mi sono sempre opposta fermamente perché non volevo rassegnarmi a vivere il resto della mia vita come un’invalida. Ma, anno dopo anno, le mie speranze di trovare una soluzione migliore svanivano sempre di più; perciò un grande merito va anche a mio marito che, per mia fortuna, non si è arreso e, cercando su internet notizie eventuali e più evolute protesi della caviglia, ha trovato il suo sito. Fin dal nostro primo incontro ho provato un’immediata fiducia in lei perché ha saputo spiegarmi con estrema chiarezza e semplicità quanto fosse grave la situazione del mio piede sinistro ma c’era comunque una soluzione: l’operazione di impianto della protesi della caviglia preceduta da una operazione correttiva con impianto osseo. Al termine della visita io ero determinata ad operarmi; mi avevano colpito di lei la grande umanità, la professionalità e, soprattutto, la passione che ha per la sua professione; lei è riuscito in pochissimo tempo a fugare i miei dubbi e le mie paure e ho sentito di avere di nuovo una speranza e questo mi ha fatto trovare il coraggio necessario per operarmi. La ringrazio per tutto ciò che ha fatto finora per me e vorrei anche ringraziare la sua segretaria, Barbara, per la sua grande umanità, gentilezza e professionalità, il suo assistente, il Dottor Natale e tutti coloro che fanno parte della sua straordinaria equipe durante la mia prima operazione, per aver reso quel momento un’esperienza serena e positiva e per avermi aiutato a superare la tensione e la paura del tutto normali in una situazione del genere. Confesso che non mi è mai capitato di entrare in una sala operatoria con il sorriso e di uscire continuando ad avere sempre il sorriso sulle labbra, non c’è stato mai un solo momento in cui mi sono sentita sola o spaventata, perché c’era sempre una parola gentile e di incoraggiamento o una battuta divertente per allentare la tensione e c’era sempre qualcuno pronto ad offrimi aiuto rendendo, per esempio, più confortevole la scomodissima posizione sul tavolo operatorio o riscaldandomi con aria calda per evitare che congelassi durante l’operazione; tutte piccole attenzioni che per me però hanno significato moltissimo e hanno aiutato a dimenticare ansia e paura. Adesso sono ancora in convalescenza ma già penso al prossimo passo, cioè all’operazione di impianto della protesi, non perché sono spaventata ma perché sono impaziente e non vedo l’ora che arrivi quel giorno perché per me sarà l’inizio di una nuova vita senza dolore.
Con immensa gratitudine

Maria Grazia