Malattia di Haglund

La malattia di Haglund è una condizione clinica molto dolorosa del retropiede contraddistinta da tre fattori:

  • tendinite del tendine d’Achille alla inserzione sul calcagno;
  • infiammazione della borsa pre-achillea (posta tra il tendine ed il calcagno);
  • sporgenza del margine supero-laterale del calcagno.

Questa triade clinico-radiologica colpisce le persone normali, ma sopratutto gli atleti o le persone dedite agli sport a qualsiasi livello. Possono essere presenti fattori costituzionali quali la forma del calcagno e fattori favorenti quali il fondo su cui si corre o le calzature inadeguate.

Terapia Conservativa

Occorre impostare un programma di fisioterapia suddiviso in fasi. La sospensione o il rallentamento dell’attività fisica è il primo principio da osservare. Vengono poi utilizzati tutti i mezzi fisici più efficaci per la cura delle tendiniti associati alla terapia manuale e allo stretching del tendine. Quando si è ottenuta la remissione del dolore e si consente all’atleta il ritorno all’attività, si impone poi la modifica dell’allenamento, del fondo su cui si svolge l’attività sportiva e della calzatura. Si utilizzano calze con supporti in silicone. Va studiata la postura dell’atleta e la dinamica dell’appoggio durante il passo. La deviazione in varo del calcagno risulta essere un fattore favorente la malattia di Haglund. Va considerata l’opportunità di confezionare un plantare per correggere i difetti dell’appoggio al suolo.

Terapia Chirurgica

L’intervento chirugico si esegue in artroscopia.
Mediante l’artroscopia si pratica:

  • resezione dell’angolo supero laterale del calcagno;
  • escissione della borsa pre-rotulea infiammata
  • re-inserzione del tendine d’Achille (solo nei casi in cui il tendine viene parzialmente disinserito per favorire la resezione ossea calcaneale).

Al termine dell’intervento il paziente indossa un tutore a 90° per due settimane.

Trattamento Post-operatorio

Dopo l’artroscopia si procede con un programma di riabilitazione suddiviso in tre fasi:

  • terapia antalgica ed antinfiammatoria; terapia con mezzi fisici e manuali per scollare la cicatrice; chinesi per sbloccare la tibiotarsica e la sottoastragalica;
  • elettrostimolazioni, massaggi, esercizi di potenziamento muscolare;
  • abbandono delle stampelle dopo 20 giorni dall’intervento;
  • ripresa della deambulazione normale e della corsa su fondo erboso.

Quando si sia accertata la sparizione della sintomatologia dolorosa, si inizia la graduale ripresa dell’attività sportiva.

 

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